Articoli
dalle nostre riviste per genitori
Gelosia tra
fratelli
(Sibling Rivalry)
da New Beginnings
maggio-giugno 1995.
Una mamma ci scrive:
Ho un figlio di quattro
anni e una figlia di due anni e mezzo. Il termine "Gelosia tra
fratelli" non incomincia neanche a descrivere quello che succede
in casa mia; "guerra civile" sarebbe il termine più
adatto. I miei figli non riescono ad andare d'accordo per più
di cinque minuti prima che comincino i pizzicotti, pugni, calci e morsi.
Ho provato di tutto: separarli per brevi periodi, togliere giochi, dare
ricompense speciali, parlare, chiedere loro di disegnare i loro sentimenti
e, anche se non è una cosa che faccio a cuor leggero, sculacciate.
Non ne posso più di tutta questa animosità e rabbia. Cosa
posso fare?
Altre mamme hanno
risposto:
Hai tutta la mia comprensione.
è molto difficile vedere i figli a cui vuoi tanto bene che si
fanno del male. Fino a qualche mese fa, le lotte tra i miei due erano
al culmine. Ogni mattina temevo le battaglie inevitabili che sapevo
sarebbero state parte della giornata. Avevo veramente paura che qualcuno
si sarebbe fatto del male, dato che a volte i miei figli graffiavano,
davano pugni, calci e si lanciavano contro oggetti. Avevamo bisogno
di lavorare seriamente su questo problema.
Ora, anche se c'è
ancora qualche battaglia, c'è stato un enorme miglioramento;
sia la frequenza che la durata delle loro lotte sono diminuite. Ecco
qualche idea che ha funzionato per noi.
Per primo ho esaminato i
miei metodi di risolvere conflitti e ho determinato fino a che punto
non ero un modello ideale nel modo in cui fronteggiavo i disaccordi.
Secondo, ho messo da parte qualche speranza irragionevole e ho accettato
il fatto che dei fratelli non andranno sempre d'accordo. Mi ha aiutato
ricordare come mio fratello ed io litigavamo quando eravamo piccoli;
solo in seguito siamo diventati buoni amici.
Poi ho deciso delle priorità.
La sicurezza era il numero uno, il che voleva dire a volte mettermi
in piedi tra i due e tenerli separati. Oggetti potenzialmente pericolosi
che potevano essere usati per far del male a qualcuno dovevano essere
subito rimossi. Il mio scopo principale era aiutare i miei figli a vivere
insieme con un minimo di pace e armonia. Spesso questo voleva dire tralasciare
altre cose tipo lavori domestici o telefonate, perché la mia
presenza e il mio intervento tempestivo potevano disinnescare un bel
po' di battaglie, quando cominciavano ad arrabbiarsi. I bambini piccoli
comunicano spesso fisicamente, ed hanno poco autocontrollo. Ho dovuto
assumere un ruolo attivo nel risolvere il confitto. Il libro Siblinqs
Without Rivalry scritto da Adele Faber ed Elaine Mazlish potrebbe aiutarti
a capire i sentimenti dietro le azioni dei tuoi figli; ma le soluzioni
non si applicano tanto facilmente a bambini piccoli.
Le punizioni non hanno mai
funzionato per noi. Sculacciare crea soltanto più rabbia e sentimenti
negativi. Insegnare le basi - non picchiare, non afferrare; condividere,
fare a turno, ecc., è stato più efficace. Altre strategie
includono l'insegnare ai bambini parole con cui esprimere i loro sentimenti,
ed insegnare loro altri sfoghi accettabili per la rabbia, come dare
pugni ai cuscini o dare calci al pallone. Man mano che i miei figli
diventavano più verbali, l'espressione fisica dei loro sentimenti
tendeva a diminuire. Si è rivelato utile tenerli occupati con
attività che gli piacevano, specialmente all'aperto. Ho scoperto
che un po' di tempo a tu per tu faceva miracoli. Questo si otteneva
più facilmente quando mio marito era in casa. Più importante
ancora è cercare di concentrarti sulle loro migliori qualità,
ogni volta che puoi.
Tutto questo richiede tanto tempo e coinvolgimento, ma vale la pena.
Andare d'accordo con gli altri è una capacità di cui i
bambini avranno bisogno per tutta la vita. Personalmente la preghiera
è stata una fonte di grande aiuto per me. In uno spirito di amore
e rispetto possiamo guidare i nostri figli attraverso tutto questo,
e tutti quanti possiamo crescere.
L. S.
Anch'io ho un figlio di quattro
anni e una figlia di due anni e mezzo. Ho trovato che quando vengono
chiarite sia le richieste che le conseguenze, il comportamento dei miei
figli migliora nettamente. Naturalmente abbiamo giornate sì e
giornate no. I giorni più difficili sembrano essere quelli in
cui non soddisfo i miei bisogni o sono distratta da altri problemi,
a volte stressanti. Fortunatamente, quando la mia seconda figlia è
nata ho assistito ad una conferenza LLL, e ho imparato delle cose sulla
gelosia fraterna che hanno funzionato.
Dal momento in cui ho capito
che mia figlia sapeva difendersi dal fratello, mi sono tenuta fuori
dalle loro liti. Una situazione tipica funziona un po' così:
io sono in un'altra stanza e sento cominciare una lite per un giocattolo.
Uno dei due piange e viene da me per farsi aiutare a riaverlo. Io gli
dico di tornare dall'altro e chiedere gentilmente ciò che vuole.
Sorprendentemente, l'altro bambino spesso acconsente. Credo che molte
di queste liti siano una richiesta di attenzione, quindi interpreto
queste situazioni come indice di quanta attenzione gli sto dando quel
giorno.
Quando la situazione è
più seria, per esempio quando qualcuno si fa male o una cosa
pericolosa sta succedendo, uso un tono di voce che è molto diverso
da quello che uso di solito. Questa voce è quasi un sussurro.
Mi avvicino al bambino che sta causando la situazione e gli metto la
mano sulla spalla. Col viso molto serio, gli dico quel che e stato fatto
di sbagliato e gli dico perché era sbagliato. Se il comportamento
non si ferma, il bambino che sta sbagliando viene mandato in un'altra
stanza finché non acconsente alla mia richiesta di smettere.
Quando il bambino torna, chiedo che mi dica cos'era il comportamento
inaccettabile e che chieda scusa alla persona che era il bersaglio di
questo comportamento. In questo modo il bambino impara cos'è
un comportamento inaccettabile, oltre a cosa fare quando succede. Questa
tecnica deve essere usata in modo coerente per poter far effetto.
J. L.
Capisco Il tuo problema. Anch'io ho due figlie di due e cinque anni.
Anche noi abbiamo le nostre brutte giornate quando sembra che ce l'hanno
a morte l'una con l'altra, e non è difficile farsi tirare dentro
alla mischia. Vorrei condividere delle idee che potrebbero aiutare.
I litigi tra bambini di questa
età sono un problema difficile, perché le loro capacita
verbali sono ancora limitate. La frustrazione porta velocemente al conflitto
fisico. Mi ha aiutato riflettere sul ruolo che assumevo nel risolvere
le dispute delle mie figlie. Cerco sempre di non intromettermi nei loro
problemi. Se sento "Ha preso la mia palla!" Rispondo qualcosa
tipo "Dille di ridartela!" Se sento "Mi sta dando calci!"
potrei dire, "Dille di smettere!" Sembra troppo facile, ma
spesso le mie figlie partono da lì e risolvono il problema da
sole. La cosa importante è fare in modo che parlino tra loro
e non attraverso me.
Cerco anche di non distrarmi
chiedendo spiegazioni del perché stanno litigando o chi ha iniziato.
Cerco invece di incoraggiarle a dire in modo semplice cosa vogliono
o di cosa hanno bisogno ora, e come si sentono. Da lì possono
imparare altre strategie per evitare o risolvere conflitti, come il
fare a turni, cercare un compromesso o andarsene.
Faccio comunque capire il mio dispiacere verso un comportamento negativo.
A volte dico "picchiare non va bene" senza dare una colpa
o punizione per una cosa che è essenzialmente un comportamento
normale per quest'età. Può essere utile determinare se
c'è un'ora o situazione particolare della giornata che peggiora
la capacità delle mie figlie di andare d'accordo. Se c'è,
qualche cambiamento potrebbe interrompere questa catena. Una passeggiata
fuori o un gioco strutturato può distrarle ed incoraggiare la
cooperazione. Un momento abituale durante la giornata quando ognuno
fa qualche lavoretto semplice in casa può evidenziare come lavoriamo
bene insieme. Se i litigi scoppiano più spesso quando le mie
figlie sono troppo eccitate, stanche o affamate, si può risolvere
nel modo più adatto al caso. Infine, credo che le mamme che stanno
con bambini piccoli tutto il giorno devono ricordarsi di avere cura
di se stesse, per poter fronteggiare la sfida di essere genitori di
bambini di questa età. Quando mi sento stanca, arrabbiata o seccata,
è difficile tirare fuori il meglio di me e rispondere nel modo
giusto ai bisogni delle mie figlie.
K. K.
Guerra civile. Sì, capisco la sensazione. E’ imbarazzante
in presenza di altri, e ti lascia alla fine della giornata con l'angoscia
dell'inizio della prossima. I miei figli hanno diciotto, quindici e
dieci anni. Viviamo in questa guerra tra fratelli da quando erano in
due. Abbiamo provato innumerevole tattiche, qualcuna con più
successo di altre. Il problema sembra sempre gravitare attorno al nostro
figlio di mezzo. Le sue sorelle non sono sempre senza colpe, naturalmente,
ma sembra che lui sia l'unico sempre a prendere in giro o picchiare
la sorellina o ad essere sgradevole con la maggiore. Per anni mi sono
preoccupata del perché di così tanta infelicità.
Una guida amorevole aveva funzionato cosi bene con le ragazze…dove
avevo sbagliato con mio figlio?
Poi, nell'autunno del 1994,
la mia co-consulente, Claudy, ha condotto una incontro di "Arrichimento
del gruppo" sulle allergie. Ha condiviso le sue esperienze e mi
ha prestato il suo libro, "Is This Your Child?" di Doris Rapp:
mi ha veramente illuminata. Parla di diverse allergie nascoste, all'ambiente
o al cibo, e tanti dei sintomi che lei descriveva si addicevano a mio
figlio. Non abbiamo seguito rigorosamente la dieta o fatto fare dei
test come lei suggerisce, ma abbiamo limitato la sua consumazione del
latte e derivanti e abbiamo notato un grande miglioramento.
Le cose adesso non sono perfette,
ma la vita adesso è meno stressante. Le prese in giro, urli e
risse sono diminuite in modo drammatico, e la mia pressione del sangue
non si alza più automaticamente quando i bambini sono nella stessa
stanza insieme. Sono sicura che il comportamento di mio figlio potrebbe
migliorare ancora di più se eliminasse solo tutti i latticini
dalla sua dieta. Ma lui adesso è un adolescente che deve decidere
da sé per queste cose. Le allergie potrebbero non essere il motivo
per cui tuoi figli litigano in continuazione, ma vale la pena indagare.
Buona fortuna.
M.S.
I tuoi figli sembrano normali e sani; anche le tue preoccupazioni per
i litigi sembrano normali e sane. Sembra che tu abbia già utilizzato
la maggior parte delle tecniche che la nostra generazione ha imparato,
compreso alcune che sono nei libri di puericultura più moderni.
Vorrei suggerirti un approccio diverso, quello che funziona bene per
la nostra famiglia.
Spesso è più
facile ottenere certi comportamenti, per esempio interazioni pacifiche
con fratelli, se si evita metodi coercitivi come periodi di silenzio
e punizioni. Ho trovato molto più utile dare ai miei figli i
mezzi che possono mettere in atto per poter cambiare il proprio comportamento.
Quindi quando il mio figlio
di due anni, Logan, picchia la sorella Whitney di cinque anni, chiedo
a lui di dire alla sorella che è arrabbiato e poi baciare il
punto che ha picchiato e chiedere scusa. Anche quando era troppo piccolo
per dire "mi dispiace", era in grado di fare il gesto per
quella frase e cioè fare un cerchietto con il pugno sul proprio
letto. Quando Whitney urla a Logan, cerco di aiutarla spiegando che
deve esprimere la sua rabbia in modo che "non picchicon
parole".
Insisto su un comportamento
rispettoso: che non ci siano insulti, e che chiedano scusa quando qualcuno
si fa male. Permetto ai miei figli di guardare solo alcuni programmi
televisivi selezionati, in modo che non siano influenzati dalla violenza
che è così prevalente. Se uno dei bambini perde un privilegio
- dover rinunciare a un giocattolo per esempio - questo viene immediatamente
restituito quando il bambino ha riformulato l'accusa e/o chiesto scusa.
Questo dà ai miei figli di un senso di controllo sulle loro vite
e il loro comportamento.
Faccio questa cosa più
volte, giorno dopo giorno. A volte sembra artificiale, anche futile
ma, come qualunque altra cosa, si perfeziona con la pratica. I bambini
sono impotenti in così tanti modi, e io capisco il loro desiderio
di esercitare il potere che hanno su altri bambini. Ma so anche che
sono grati per lezioni specifiche su come far funzionare le cose in
modo migliore. Loro godono il sentimento di sicurezza emotiva e fisica,
che accompagna la capacità di cavarsela bene, tanto quanto io
godo la pace.
H.H.
La rivalità fra i fratelli è stata una questione importante
anche a casa mia. Infatti non riesco ricordarmi nessuna madre che non
abbia avuto a che fare con questo problema. Non sarebbe favoloso se
la rivalità fra i fratelli potesse sparire semplicemente con
uno schiocco delle dita?
Richiede, sì, tempo
e sforzo, ma i bambini hanno veramente bisogno di una guida. I miei
figli hanno bisogno del mio intervento. Sono molto giovani, incapaci
di esprimersi in modo completo, e a volte cercano di sopraffarsi. I
miei figli vanno bene d'accordo quando io pongo dei limiti sul loro
comportamento e rinforzo questi limiti in modo consistente. Ho imparato
a riconoscere le situazioni che portano frequentemente ad un conflitto
fra di loro. Sembrano litigare di più quando:
1. C'è tensione in
casa
2. C'è stata troppa attività o siamo stati in giro più
del solito
3. Siamo stati chiusi dentro casa per troppo tempo
4. Uno di loro è malato e non vuole essere disturbato dall'altro
5. Uno di loro ha bisogno di un po' di attenzione da me o da mio marito
6. Uno di loro è arrabbiato con me e decide di scaricarsi sull'altro.
È difficile a volte
per i bambini essere insieme anche quando ci sono io, se hanno bisogno
di un po' di tempo a tu per tu solo con me o con loro padre. è
anche meglio non contare sul fatto che giochino bene insieme tutto il
tempo. Per esempio, Jacob, mio figlio di quattro anni, ama assemblare
i binari del trenino; certo non apprezza che il fratello li prenda e
li lanci dall'altra parte della stanza. è anche stato un grande
successo fare altri giochi insieme come famiglia. I ragazzi si divertono
a giocare a nascondino. Collaborano fra loro mentre cercano qualcun
altro.
A volte giocano insieme veramente
bene. Credo che abbiano bisogno di sentire le lodi per il loro comportamento
da me ugualmente spesso, o forse anche più spesso, quando hanno
periodi di gioco buoni. Quant'è bello vederli giocare insieme
così bene! A volte spiego più specificamente quello che
io gli vedo fare che mi fa piacere. Cerco anche di ricordarmi di dire
al mio marito quanto vanno d'accordo, assicurandomi che i ragazzi possano
sentirmi quando lo faccio.
Mi ha aiutato molto riconoscere
che i bambini hanno dei limiti. Cambiare la tua percezione di quello
che sono questi limiti potrebbe aiutarti a trovare le energie di cui
hai bisogno per spingere i bambini a migliorare con il tempo. è
anche d'aiuto non confrontarsi uno con l'altro o dimostrare favoritismo,
cosa che alcuni genitori fanno senza rendersene conto. Di' ai tuoi figli
che li ami e ricordati spesso che "anche questo passerà".
Coraggio, tutti noi partecipiamo in quest'avventura. Per fortuna possiamo
sostenerci a vicenda - anche se siamo molto lontani.
M.M.
Traduzione a cura di Susan Denny.
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
02/01/07
da jlm.
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