Articoli
dalle nostre riviste per genitori
Sculacciare
o no?
(To spank or not)
da New Beginnings
Marzo-Aprile 1996.
Dalla rubrica "Toddler Tips"
a cura di Candy Paulsen, tratto da "New Beginnings"
La situazione esposta
Ho quattro bambini, tutti
sotto i sei anni. Quando i miei bambini si comportano male, cerco di parlare
con loro, ascoltando i loro sentimenti, e così via, ma ho realizzato che
la tecnica migliore consiste nello sculacciarli. Mi sembra che mi ascoltino
di più, che effettivamente mi rispettino e che si sentano sollevati quando
li sculaccio.
Picchiare è veramente dannoso?
Cos'altro posso fare?
Le risposte delle mamme
Accidenti! Avere quattro
bambini sotto i sei anni deve essere una bella sfida! Io cercherei dei
modi creativi per la disciplina, dato che nessun metodo funziona tutte
le volte, specialmente con tutte le diverse personalità che vivono a
casa tua.
Vorrei fare un commento su
un aspetto della tua situazione e darti un suggerimento che ha funzionato
bene a casa nostra. Dici che i bambini sembravano sollevati dopo una
sculacciata. Mi chiedo se sia perché attraverso la punizione sentano
di aver pagato il loro debito e di essere stati liberati della loro
colpa. Mentre essere assolti da una colpa non è necessariamente un male,
attraverso il picchiare il "colpo di spugna" viene da te. Non c'è responsabilizzazione
del bambino per il brutto comportamento.
Se vogliamo che i nostri
figli divengano adulti autonomi e responsabili ci aiuterà incoraggiare
l'autodisciplina fin da piccoli. Possiamo aiutarli dimostrandogli che
se le loro azioni sono parte del problema, possono anche essere parte
della soluzione. Piuttosto che confidare su punizioni o ricompense esterne
per guidare un comportamento, i bambini possono diventare sensibili
agli stimoli interni che li aiutano a controllare il loro proprio comportamento.
Certamente i bambini hanno
bisogno di assistenza nel sviluppare l'autodisciplina, e le loro capacità
e bisogni devono avere la precedenza per noi che, come genitori, cerchiamo
di guidarli. Forse sarebbe più facile se ti vedessi più come un "facilitatore"
nel tuo essere genitore. Aiuta il bambino ad aiutarsi in tutto quello
che puoi. Proprio questa mattina ho chiesto a nostro figlio di otto
anni, "Cosa puoi fare per essere sicuro di trovare i tuoi guanti per
quando ne avrai bisogno oggi?". Lui mi ha detto dove poteva metterli
a casa, dove nella sua giacca e come li avrebbe portati dentro invece
di lasciarli nella macchina. La discussione è nata dal fatto che lui
tende a dimenticarsi i guanti dappertutto. L'uso di questo approccio
ha trasferito a lui la responsabilità, non a me, e così ha potuto sentirsi
bene nell'avere il controllo della questione.
Altre situazioni in cui ho
trovato questo approccio vantaggioso sono: spandimenti e pasticci (fornite
al bambino il necessario per pulire); disaccordi sui giocattoli: chiedigli
"Cosa puoi fare per essere sicuro di essere giusto con questo giocattolo?";
sentimenti feriti: digli "Hai ferito i sentimenti di tua sorella prendendola
in giro. Cosa puoi fare per riparare?"
L'autodisciplina e l'auto-scoperta
sono degne di incoraggiamento. Come genitore continuo ad imparare. Non
sono affatto un genitore perfetto, ma hanno un senso i metodi di disciplina
che portino un senso di realizzazione, promuovano un senso di responsabilità
e preservino la dignità del bambino.
- Donna Siefert
Penso di sapere esattamente
come ti senti. Prima di avere dei bambini ero convinta che non li avrei
mai picchiati. Invece la realtà si è dimostrata diversa. Qualche volta
le mie tre bambine di sei, quattro anni e diciotto mesi mi fanno impazzire
e perdo la calma.
Il consiglio di una buona
amica mi ha aiutata: "Quando ti senti in procinto di picchiare un bambino,
prenditi un momento per guardare lui o lei e dì 'Ti voglio bene'." Queste
tre piccole parole aggiungono un elemento completamente nuovo alla situazione.
Auguro a te e ai tuoi figli tutto il meglio.
- Susanne Beau-Hafuer
Come mai le sculacciate hanno
funzionato mentre altri metodi di controllo del comportamento dei tuoi
bambini hanno fallito? Forse perché hanno fornito più disciplina e strutture
di prima ai tuoi figli. Può essere utile il cercare altri modi di fornire
strutture, così da non dover ricorrere alla sculacciata.
Io ho tre maschi di sei,
tre e due anni. I più grandi sono molto vivaci e hanno bisogno di una
disciplina molto strutturata. Avere delle regole famigliari valide per
tutti ha funzionato bene per noi. Mio marito ed io abbiamo deciso quello
che era importante per noi. Partendo da ciò abbiamo steso delle regole
per la famiglia ed anche le conseguenze per chi non le rispetta. Per
quanto riguarda il mio bambino di sei anni, David, abbiamo discusso
le regole con lui e lasciato che dicesse la sua. Poi abbiamo scritto
insieme un contratto e tutti e tre l'abbiamo firmato. Per i più piccoli
ci sono meno regole e più richiami. Ho un poster il cui titolo è "Noi
siamo educati" e che usa foto tratte da riviste per mostrare come ci
si aspetta che i membri della famiglia si trattino tra loro. Quando
qualcuno infrange una regola mi riferisco a quella sul poster (p. es.,
"Noi non corriamo in questa casa") invece di puntare il dito continuamente.
Visto che le regole sono state decise e approvate da tempo io non mi
sento un orco; sto soltanto facendo la mia parte nell'accordo. Ora ho
più tempo da spendere semplicemente per amare i miei bambini.
Ho trovato di aiuto leggere
qualcosa a proposito dei comportamenti appropriati in rapporto all'età.
I libri dell'istituto Gesell sono stati di grande aiuto. Così posso
anticipare che tipi di comportamenti posso aspettarmi e questo mi aiuta
a determinare cosa è accettabile o cosa non lo è.
Se vuoi cambiare la disciplina
a casa tua, ti consiglio di documentarti un po' prima. In seguito puoi
costruire un ambiente strutturato in modo adatto alla tua famiglia.
Se non sei a tuo agio con il metodo che adotti, non funzionerà. Quando
avrai trovato un metodo giusto per te, potrai spendere meno tempo insegnando
la disciplina stessa e più tempo a goderti la tua famiglia.
- Michele J. Shuman
Credo che sia importante
riconoscere che negli ultimi venti anni il modo di pensare a proposito
degli sculaccioni è cambiato. Molti anni fa era usuale usare gli schiaffi
per disciplinare i bambini. Ma la società ha fatto una lunga strada
verso il riconoscimento degli svantaggi di quello che a volte è un abuso,
nell'insegnare ai bambini come comportarsi.
D'altra parte, in questo
stesso periodo c'è stato un incremento drammatico di permissività. È
triste vedere bambini che fanno solo quello che vogliono, quando lo
vogliono, perché i genitori non pongono dei limiti. I bambini piccoli
hanno bisogno di essere seguiti e guidati da vicino, con amore. Non
è sempre facile porre dei limiti e mantenerli, ma è cruciale per un
sano equilibrio. I bambini prosperano quando sanno che ci sono dei limiti
entro i quali devono rimanere. Quando questi limiti non esistono è comune
che il bambino dimostri con il proprio comportamento che c'è confusione
per quanto riguarda ciò che si aspetta da lui o lei.
Ci sono però molti modi creativi
di rapportarsi ai bambini. Si può passare del tempo a giocare con loro
e nello stesso momento insegnare loro la responsabilità, chiedendo il
loro aiuto in compiti appropriati all'età. Il tempo passato con i genitori
aiuta ad alleviare qualche rivalità tra i fratelli e ad ammorbidire
le situazioni esplosive che capitano ogni tanto. Più stretta è la comunicazione
che mantieni con i tuoi bambini, più facilmente sarai in grado di gestire
le situazioni in cui devi intervenire. Tutto quello che hai menzionato,
come l'ascoltare i loro sentimenti e il parlar loro, continua ad essere
importante.
Non dimenticare di prenderti
anche cura di te stessa. L'intensità dell'essere genitori può esaurire,
dal momento che i bambini sembrano prendere e ancora prendere. Molte
madri con bambini piccoli trovano che passare un po' di tempo a leggere,
a mollo nella vasca da bagno o semplicemente uscire fuori casa con i
bambini per un po' faccia sentire tutti meglio.
- Michele Media
Mia figlia, Balia, adesso
ha tredici anni. L'ho sculacciata per disciplinarla da quando era una
bambina fino a circa un anno fa. man mano che cresceva mi sono accorta
che vicino a me agiva differentemente che con altri. Quando stava con
me era ritirata, silenziosa, meno loquace e meno vivace che con gli
altri. Sembrava più felice con altre persone e sembrava fidarsi del
padre molto più che di me. Finalmente abbiamo avuto una lunga conversazione
sul perché sembrava che lei fosse più aperta con altri che con me.
Dopo ore passate a parlare
e molta ricerca interiore, lei è riuscita a dirmi tra le lacrime: "Perché
tu mi picchi, mamma!". Non aveva modo di sapere cosa avrebbe fatto scattare
uno schiaffo, così aveva scelto di non parlare e non interagire con
me per nulla.
Non riesco a dire quanto
ciò mi abbia sconvolto. Sono stata una buona madre. Ho condiviso tante
cose con lei, ho passato insieme a lei molto tempo, l'ho accompagnata
in tanti posti, le ho comprato le cose più alla moda. Come era potuto
succedere questo?
Dopo la nostra lunga conversazione,
nella quale le promisi di non picchiarla mai più, lei mi ha mostrato
il suo diario. La picchiavo regolarmente (per favore, non pensate che
io l'abbia veramente picchiata, semplicemente la sculacciavo sul sedere
con la mano aperta) per non aver tenuto pulita la sua stanza e per non
essersi comportata bene a scuola; nello stesso periodo stava avendo
delle difficoltà ad adattarsi alla scuola media (qualcosa che non sapevo
perché non me ne aveva parlato). Stiamo lavorando insieme alla nostra
relazione, ma abbiamo una lunga strada da percorrere; presto il mio
prezioso angelo sarà cresciuto, e andrà via di casa. Ho perso così tanto.
Quindi, per favore, non fate
del male ai vostri bambini come io ho fatto con mia figlia. Non si sa
mai quello che provoca nelle loro piccole menti e cuori. Ho un figlio
di dieci settimane, Quinton, che allatto. Non lo picchierò mai, per
nessuna ragione. Per esserne sicura sto andando da un consulente familiare
insieme a mio marito e mia figlia; faccio anche un corso sull'essere
genitori.
- Rita Reese
Mio marito ed io stavamo
discutendo di fronte a nostro figlio di due anni e mezzo su come ci
sentivamo a proposito di questa faccenda dello sculacciare i bambini.
Non pensavo che stesse ascoltando, ma ha distolto l'attenzione dai giocattoli
e ha detto: "Si picchiano le cimici, non i bambini". Il che ci ha dato
molto da pensare!
- Heather Becker
Traduzione a cura di Ivana
Arena.
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
02/01/07
da jlm.
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