Articoli
dalle nostre riviste per genitori
Perché piange?
(Why is he crying?)
Adattato da
Shera Lyn Parpia da:
Dee Kassing, "Helping the mother of a fussy baby", Leaven
Dic 1996-Gen 1997.
Pubblicato originalmente in "Da mamma a mamma" n. 56, estate
1999 (bollettino dei soci de La Leche League Italia)
Il bimbo piccolo ha pochi
mezzi per comunicare i suoi bisogni. Non importa se si tratta di fame,
dolore o solitudine, per lui che non capisce cosa significhi il tempo,
sono tutte esigenze ugualmente urgenti ed immediate. Quindi, quando
ha un bisogno, apre la bocca e fa l'unico rumore che riesce a fare:
è un meccanismo di sopravvivenza arcaica che si mette in atto. Fino
a che non impara altri modi di comunicare, e i genitori non cominciano
a comprenderli, distinguerli e a rispondere meglio, quindi, il piccolo
piange, e può anche piangere spesso. Cosa vorrà dire? Come farlo smettere?
Finché il bambino ed i suoi genitori non si conoscono meglio, bisogna
provare le possibili alternative, una alla volta. Poiché i pianti dei
bambini piccoli sono programmati per suscitare comportamenti di conforto
o attaccamento nei genitori, le risposte sono praticamente "scritte"
nel nostro inconscio. Sentiamo il bisogno di prendere il bambino in
braccio, di attaccarlo al seno, di dondolarlo. A volte funziona, ma
non sempre. Succede anche che a volte un bambino pianga talmente tanto
che la madre, emotivamente e fisicamente esaurita, smette di rispondere
nella maniera più adatta al bambino. Forse, una volta accertato che
il bambino non ha nessun problema fisico, i genitori, stremati, dopo
aver sentito più volte da persone estranee il consiglio di lasciar piangere
il bambino perché "ha bisogno di piangere per far maturare i polmoni",
fanno proprio questo. Prima o poi la maggior parte dei bambini tende
a piangere meno. Ma il bambino chiaramente non ne riceve beneficio,
e ricerche recenti hanno dimostrato che questo non è un bene per altri
motivi.1
- Il bambino che piange
molto sta consumando molte energie che potrebbero altrimenti essere
utilizzate per la crescita.
- Le madri che decidono
che i loro bambini sono difficili tendono a interagire meno facilmente
con loro, parlando loro meno spesso. Queste interazioni sono invece
molto importanti per lo sviluppo del linguaggio.
- In più, se il genitore
evita il bambino, anche il bambino a sua volta tende a ritirarsi.
È importante quindi cercare
di capire le motivazioni del pianto e cercare una soluzione. Quali sono
le motivazioni più frequenti per il pianto del neonato? Qui di seguito
potrete trovare alcune idee. Se una singola soluzione non funzionasse,
può essere utile scegliere alcuni suggerimenti da mettere in pratica
contemporaneamente.
Motivazioni del pianto
1. L'uso di anestesia epidurale
o di altri farmaci durante il parto può causare irrequietezza per un
periodo che va da alcuni giorni ad alcune settimane dopo il parto.
2. Il bambino allattato al
seno ha bisogno di essere allattato più spesso di un bambino allattato
artificialmente. Il latte materno viene digerito molto velocemente,
perciò i bambini allattati al seno potrebbero richiedere poppate ogni
due ore o più frequentemente. I bambini allattati con latte artificiale
tendono a poppare invece ogni tre-quattro ore.
3. Molti bambini hanno periodi
di irrequietezza per alcune ore, di solito durante il pomeriggio o la
sera.
4. Durante gli scatti di
crescita, i bambini richiedono poppate più frequenti per alcuni giorni.
Queste fasi solitamente si verificano intorno alle due settimane, sei
settimane ed ai tre-quattro mesi del bambino.
5. Una produzione di latte
troppo bassa è una causa frequente di pianti o irrequietezza nel bambino.
Per assicurarsi una produzione adeguata di latte, è importante allattare
a richiesta (vedi punto 2 sopra). Ci sono però altri fattori che influiscono
sull' abilità della madre di produrre latte a sufficienza:
- il fumo di sigaretta
inibisce il riflesso di emissione del latte, e quindi gioca un ruolo
nella diminuzione della quantità di latte prodotto.
- Un consumo eccessivo di
caffeina può rendere nervoso il bambino, che quindi, non succhiando
bene, può a sua volta provocare una riduzione della quantità di latte.
Sul consumo di caffeina incide la quantità di caffè consumato, ma
anche diverse bibite la contengono in quantità significative. Mentre
certi bambini non sono sensibili, altri la tollerano molto poco.
- L'abilità di estrarre
il latte dal seno potrebbe essere influenzata negativamente da problemi
di suzione del bambino. Se il latte non viene rimosso dal seno, non
è possibile aumentarne la quantità prodotta. Il dolore persistente
ai capezzoli è spesso un indicatore affidabile di problemi di posizionamento
e di suzione.
- Un livello di stress
insolitamente alto nella mamma può avere effetti negativi sul riflesso
di emissione. La maggior parte delle neo mamme vive situazioni di
stress "normali", ma alcune di loro devono far fronte a
stress aggiuntivi, per esempio, la morte di un membro della famiglia
o un trasloco.
- L'uso di alcuni farmaci,
p.e. diuretici, antistaminici o contraccettivi ormonali può avere
un effetto negativo sulla quantità di latte prodotta.
- L'ipotiroidismo non diagnosticato
e quindi non trattato potrebbe diminuire la produzione del latte nella
madre, e in più può essere causa di una stanchezza eccessiva.
- Un'alimentazione adeguata,
compreso un consumo di liquidi in quantità sufficiente, può aiutare
la mamma ad affrontare meglio i bisogni del suo bambino.
6. Il bambino potrebbe avere
male al pancino? I bambini succhiano anche per confortarsi, e questo
significa che stanno mettendo ancora più latte nella pancia già piena.
- Il bambino è allergico
a qualcosa nell'ambiente o nella dieta della mamma?
- La mamma sta passando
troppo spesso il bambino da un seno all'altro durante la poppata,
con il risultato che questi riceve troppo primo latte?
- La mamma ha un riflesso
d'emissione troppo forte? Se il latte passa con molta forza dall'esofago
allo stomaco, questo può irritare i tessuti. In più, se un bambino
rimane attaccato al seno quando il latte esce con forza, potrebbe
ingoiare tanta aria.
7. Il bambino è stato controllato
da un medico per escludere eventuali problemi? È il caso di ricontrollare
il bambino, se piange spesso o in maniera preoccupante senza motivi
evidenti.
8. Il cosiddetto "bambino
ad alto bisogno" richiede molto contatto fisico. Quando viene preso
in braccio si tranquillizza.
9. Alcuni bambini si annoiano
e richiedono di essere più stimolati. Il bambino piccolo non può intrattenersi
da solo, e gradisce a volte un cambiamento di ambiente.
10. Altri bambini, invece,
hanno bisogno di meno stimoli di quanti ne ricevono. Alcuni proprio
non gradiscono luce e rumori forti, mentre altri ricevono talmente tante
attenzioni che a volte è il caso di stabilire delle regole che limitino
prevalentemente alla madre il compito di tenere il bambino in braccio.
Possibili soluzioni
Se il problema è effettivamente
uno scatto di crescita o una produzione di latte insufficiente, sarà
necessario semplicemente attaccare il bambino più spesso al seno, e
tenerlo lì per più tempo. Se è necessario del tempo per lavorare a una
soluzione, allora la madre ha anche bisogno di utilizzare delle strategie
per calmare il bambino, in attesa di risolvere il problema. Ci vogliono
alcuni giorni per far abbassare i livelli di caffeina, nicotina o sostanze
allergeniche presenti nel corpo della madre, è necessaria forse anche
una settimana se il bambino è stato malato e deve recuperare la salute,
e a volte servono alcune settimane per crescere e superare problemi
di suzione, di noia, o altri di origine sconosciuta.
L'esperienza insegna diverse
tecniche utili ai genitori di bambini irrequieti. Sono utilizzabili
da chiunque desideri calmare un bambino. Anche i bambini allattati artificialmente
piangono, e queste tecniche sono utili per calmare anche loro.
Non esiste alcuna tecnica
che funzioni comunque per tutti i bambini e, spesso, anche per il medesimo
bambino tutte le volte. A volte ciascuna tecnica funziona solo per pochi
minuti, e quindi la madre dovrà sviluppare diversi approcci e scegliere
quale usare in quale momento, cambiando ed alternando secondo il bisogno.
È utile stabilire una sequenza da ripetere più volte, magari nelle prime
ore del mattino: i bambini tendono spesso ad essere irrequieti e svegli
durante la notte, e per una mamma molto stanca è più facile cavarsela
se per calmare il bambino non è costretta ad inventare continuamente
qualcosa di nuovo.
1. Tenere il bambino in
una fascia o marsupio. Alcuni bambini preferiscono essere girati
all'infuori cosicché possano vedere il mondo. Provate entrambe le soluzioni,
fascia e marsupio, per vedere che cosa il bambino preferisce.
2. Fasciare il bambino
in una copertina o in un lenzuolo. Alcuni bambini sentono il bisogno
di essere "tenuti insieme" con le braccia sul petto, altrimenti
si sentono persi e "disorganizzati".
3. 4Dondolare il bambino.
4.Camminare con il bambino.
5. Utilizzare un movimento
oscillatorio. Con i piedi fermi e tenendo il bambino fra le braccia
o sulla spalla, muovere i fianchi da un lato all'altro.
6. Dondolare il bambino
in un' "amaca". Mettere il bambino in un lenzuolino o
in una copertina, con due persone che muovono insieme le due estremità
raccolte. Il movimento laterale è preferito da alcuni bambini.
7. Utilizzare l'aspirapolvere
mentre il bambino è nel marsupio. Forse troverà calmante il movimento
e il rumore basso e costante.
8. Fare un giro in macchina.
9. Tenere il bambino
in una posizione da dove potrà vedere un disegno interessante.
I disegni in bianco e nero o quelli che contengono il colore rosso interessano
alcuni bambini.
10. Farlo guardare nello
specchio. Molti bambini si divertono guardando la loro faccia riflessa.
11. Se il tempo è bello,
andare fuori a guardare le foglie che si muovono sugli alberi con il
vento.
12. Fargli vedere altre
cose interessanti, p.e. i pesci in un acquario.
13. Tenere il bambino
in una di queste varianti della "presa per le coliche":
- Tenere il bambino pancia
in giù sull'avambraccio piegato all'altezza del gomito, con la testa
al gomito, la mano che tiene la gamba, e la parte interna del polso
contro la pancia. In questa maniera la pressione aiuta l'aria ad uscire
dalla pancia.
- Se il bambino non gradisce
la pressione sulla pancia, si può tenere il bambino nella stessa posizione
tranne per il polso che rimane al lato cosicché la pancia è libera.
Con entrambe le variazioni si può anche fare massaggi alla schiena
o far "volare" avanti e indietro il bambino.
- L'avambraccio piegato
contro la pancia della mamma funge di sedia per il bambino, che ha
la schiena contro il petto della madre ed è sostenuto dall'altro braccio
all'altezza del petto. Questa posizione tiene aperto il sederino del
bambino permettendogli di far uscire più facilmente l'aria.
- Tenere il bambino a cavalcioni
sul fianco della mamma, girato all'infuori, mentre questa fa i soliti
lavori o giri.
14. Provare a fare il
massaggio "I love you" (o "I-L-U")2
. Tenete il bambino sulla schiena, steso sul letto o per terra,
con la testa vicina a voi e i piedi più lontani. Il primo passo è di
massaggiare dolcemente il bambino al lato sinistro dell'addome, iniziando
alla vita e spostando la mano fino all'inguine, ripetendo il movimento
tre-quattro volte. Questo è la "I". Poi viene la "L":
prima un movimento dalla destra alla sinistra, al livello dell'ombelico,
poi giù fino all'inguine sinistro, sempre diverse volte. E poi viene
la "U", iniziando all'inguine destro, spostando la mano verso
il lato destro fino all'altezza della vita, poi verso il fianco sinistro
e giù all'inguine sinistro. Così facendo, seguendo il tracciato dell'intestino
in tre fasi, l'aria esce gradualmente senza accumularsi o bloccarsi,
il che potrebbe causare dolore all'intestino.
15. Tenendo il bambino
sulla spalla, massaggiargli la schiena, invece di dargli colpetti.
I colpetti sono utili quando si cerca di far fare il ruttino al bambino,
ma possono anche disturbare alcuni bambini. Quando si tratta di calmare
un bambino che piange, spesso funziona meglio un movimento liscio.
16. Alcuni bambini che
hanno un bisogno forte di suzione possono beneficiare dell'uso del succhiotto.
Tuttavia, visto il rischio di confondere la tecnica di suzione del bambino,
il succhiotto non dovrebbe essere introdotto fino a che l'allattamento
non è ben stabilito. Prima di questo momento, se il bambino dovesse
avere bisogno di succhiare, la mamma può fargli succhiare un suo dito
(ben pulito e con l'unghia tagliata).
17. Un bel bagno tiepido
insieme può essere rilassante. È necessario tenere la zona dell'ombelico
asciutta fino a che non è completamente cicatrizzata.
18. Cantare. I bambini
amano la voce della mamma e non sono mai critici!
19. Ballare con il bambino.
La ricetta per far smettere
di piangere un bambino non sempre è nelle mani della mamma. Ci sono
altre cause su cui non abbiamo nessun controllo. A volte una neo-mamma
ci mette un po' di tempo per capire che il suo bambino non sta piangendo
perché lei lo lascia piangere. "Lasciarlo piangere" significa
metterlo nella culla e andare via mentre lui strilla. A volte, tutto
quello che si può fare è tenerlo in braccio, dondolandolo e cantandogli
dolcemente nell'orecchio (una volta che i pianti si sono calmati). A
volte, c'è solo da aspettare che smetta di piangere.
Bibliografia:
Boehle, D: Quando i neonati
piangono. Opuscolo n. 20 LLL Italia L'arte dell'allattamento materno,
LLL Italia 1989.
Heffern, D: Helping breastfeeding
moms cope with exhaustion, Midwifery today 1989; 12-14
Jones, S. Crying baby,
sleepless nights. Harvard Common press 1992
Mohrbacher, N: Lo sciopero
del poppante. Opuscolo n. 62 LLL Italia
Mohrbacher, N e Stock, J:
The Breastfeeding Answer Book, LLL International 1996
Schwarz, A. management of
colic in breastfed infants in New Beginnings Sett-Ott 1997
Sears, W e M: The Baby Book.
Little Brown &Co, 1993
Sears, W: The Fussy Baby,
LLL International, 1985
Sears, W. Genitori di giorno
e … di notte, LLL Italia 1991
Zeretzke, K, Allergies and
the breastfeeding family, in New Beginnings, Luglio Agosto 1998
Altre letture utili in italiano:
Sears, W: Bambini "capricciosi"
RED, 1996
Kitzinger, S. Quando il
bambino piange, Sperling e Kupfer 1992
1. Vedere l'articolo "Non
lasciate piangere i bambini - Rischi inerenti ai pianti dei lattanti"
in "L'allattamento moderno" n. 14 primavera 1997, che sintetizza
brevemente (elencando i riferimenti bibliografici) le ricerche disponibili
ad oggi sugli effetti del pianto sul bambino piccolo. La pubblicazione
in questione è disponibile presso le consulenti de LLL.
2. Questa tecnica è descritta
nel libro della RED Bambini "capricciosi", del Dott. W. Sears.
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
02/01/07
da jlm.
Page last edited Sun Oct 14 09:35:07 UTC 2007.