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MITI COMUNI SULL'ALLATTAMENTO AL SENO
(Common Breastfeeding Myths)
Di Lisa Marasco
Questo articolo, tratto
da Leaven, aprile/maggio 1998, e pubblicato ne "L'allattamento
moderno n. 21 e 22" espone i più comuni timori relativi all'allattamento
al seno, corredandoli di tutte le ricerche che possono contribuire a
far luce sull'argomento.
Mito 1:
Allattare frequentemente riduce la produzione di latte, diminuisce il
riflesso d'emissione e alla fine rovina l'allattamento.
Realtà:
La quantità di latte che una mamma può produrre arriva al suo punto
ottimale quando questa permette al bambino di poppare quante volte egli
ne dimostri la necessità. Il riflesso d'emissione funziona meglio quando
c'è una buona produzione di latte, il che di solito avviene allattando
a richiesta.
DeCarvalho, M et al., Effect
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Mito 2:
Una mamma ha bisogno di allattare solo da quattro a sei volte al giorno
per mantenere una buona produzione di latte.
Realtà:
Le ricerche dimostrano che se una mamma allatta subito dopo il parto
e spesso, con una media di 9.9 volte al giorno nelle prime due settimane,
la sua produzione di latte sarà maggiore, il bambino acquisterà più
peso e lei allatterà per un periodo più lungo. È stato dimostrato che
la produzione di latte è legata alla frequenza delle poppate e che la
quantità di latte diminuisce se le poppate sono poco frequenti o limitate.
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Mito 3:
I bambini riescono ad ottenere tutto il latte di cui hanno bisogno nei
primi cinque, dieci minuti della poppata.
Realtà:
Anche se è vero che molti bambini più grandi possono ottenere tutto
il latte di cui hanno bisogno in cinque, dieci minuti, questo non è
una regola fissa per tutti i bambini. I neonati che stanno imparando
a poppare, e non sempre sono così efficienti nel succhiare, spesso hanno
bisogno di più tempo per poppare. L'abilità di ingerire latte dipende
anche dal riflesso d'emissione della madre. Mentre ad alcune mamme il
latte arriva velocemente, ad altre questo non succede. Ad alcune donne
il flusso di latte può arrivare a piccole ondate diverse volte durante
una poppata. Invece di andare per tentativi conviene permettere al bimbo
di succhiare fino a quando egli mostri segni di sazietà come il lasciare
spontaneamente il seno e il rilassare mani e braccia.
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Mito 4:
Una mamma che allatta deve distanziare le poppate per dare tempo ai
seni di riempirsi.
Realtà:
Ogni coppia madre/figlio è unica. Il corpo di una donna che allatta
produce continuamente latte. I suoi seni sono, in un certo senso, delle
riserve, alcune più capienti di altre. Più il seno è vuoto più velocemente
il corpo lavora per riempirlo, più il seno è pieno più lenta è la produzione
di latte. Se una mamma aspetta sempre di avere i seni gonfi prima di
allattare, il suo corpo può ricevere il messaggio che sta producendo
troppo, e può ridurre la produzione complessiva.
Daly, S., Hartmann, R. Infant
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Lawrence R. Breastfeeding:
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Mito 5:
A otto settimane di vita i bambini hanno bisogno solo di sei, otto poppate
al giorno, a 3 mesi di cinque, sei poppate, a sei mesi non più di quattro,
cinque poppate.
Realtà:
La frequenza delle poppate di un bambino allattato al seno dipende dalla
quantità di latte della madre e dalla capacità di riserva del suo seno,
come anche dalle necessità di sviluppo del bambino. Gli scatti di crescita
e le malattie possono cambiare temporaneamente le abitudini del bambino
al seno. In più il consumo calorico del bambino aumenta alla fine della
poppata, così imporre dei canoni nella frequenza e nella durata della
poppata può provocare un consumo troppo basso di calorie.
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Mito 6:
E' la quantità di latte che il bambino ingerisce, non importa se materno
o artificiale, che determina la durata della pausa tra una poppata e
un'altra.
Realtà:
I bambini allattati al seno svuotano lo stomaco più velocemente dei
bambini allattati artificialmente, circa in 1.5 ore contro 4 ore, a
causa della minor dimensione delle proteine del latte materno. Se la
quantità ingerita influisce sulla frequenza delle poppate, il tipo di
latte è un fattore di pari importanza. Alcuni studi antropologici sui
latti dei mammiferi confermano che i neonati umani sono stati predisposti
per poppare frequentemente, e così hanno fatto nel corso di gran parte
della storia.
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Mito 7:
Non svegliare il bambino che dorme.
Realtà:
Anche se la maggior parte dei bambini quando ha fame si fa capire, i
neonati possono non svegliarsi con sufficiente frequenza e se necessario
dovrebbero essere svegliati per mangiare almeno otto volte al giorno.
La sonnolenza può essere dovuta ai medicinali usati per il parto, a
cure mediche della madre, all'ittero, a traumi, al ciuccio e/o ad una
scarsa iniziativa causata da risposte tardive alla richiesta di poppare.
Inoltre, le madri che desiderano
avvantaggiarsi della naturale infertilità dellamenorrea da lattazione,
scoprono che il ritorno del mestruo viene ritardato ulteriormente se
il bambino continua a poppare di notte.
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Mito 8:
Il metabolismo del bambino alla nascita è disorganizzato ed è necessario
seguire delle abitudini o degli orari per aiutare a stabilizzare questo
disordine.
Realtà:
I bambini sono predisposti dalla nascita a mangiare, dormire e avere
periodi di veglia. Questo non è un comportamento disorganizzato ma riflette
i bisogni dei neonati. Con il passare del tempo i bambini si adattano
naturalmente ai ritmi di vita del loro nuovo ambiente e non hanno bisogno
di aiuto o allenamento.
Mohrbacher, N., Stock, J.
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Mito 9:
Le madri che allattano devono sempre usare entrambi i seni ad ogni poppata.
Realtà:
E importante lasciare che il bambino finisca il primo seno, anche
se questo può portarlo a non prendere il secondo seno nella stessa poppata.
L'ultimo latte si ottiene progressivamente con lo svuotarsi del seno.
Alcuni bambini, se vengono spostati troppo presto al secondo seno, possono
riempirsi da entrambi i seni del primo latte, più povero in calorie,
piuttosto che ottenere il giusto equilibrio tra primo e secondo latte;
questo può tradursi in uninsoddisfazione del bambino e in uno
scarso aumento di peso. Nelle prime settimane molte madri offrono entrambi
i seni ad ogni poppata per avviare la produzione di latte.
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Mito 10:
Se un bambino non aumenta bene di peso può essere a causa della bassa
qualità del latte della mamma.
Realtà:
Degli studi hanno dimostrato che anche donne malnutrite sono in grado
di produrre latte di qualità e quantità sufficienti per allevare un
bimbo in crescita. La maggior parte dei casi di basso aumento di peso
è correlata ad uninsufficiente assunzione di latte o ad un problema
di salute del bambino.
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Mito 11:
La scarsa produzione di latte è solitamente causata da stress, stanchezza
e/o inadeguata assunzione di liquidi o di cibi.
Realtà:
Le cause più comuni dei problemi di produzione di latte sono le poppate
poco frequenti e/o la suzione e il posizionamento al seno scorretti;
entrambi sono generalmente una conseguenza dellinsufficiente informazione
fornita alla madre che allatta. Anche i problemi di suzione del bambino
possono influire negativamente sulla quantità di latte prodotto. Stress,
stanchezza o cattiva alimentazione sono raramente causa di bassa produzione
di latte poiché il corpo umano ha sviluppato forti meccanismi di sopravvivenza
per proteggere il poppante durante i periodi di scarsità di cibo.
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Mito 12:
Una mamma deve bere latte per produrre latte.
Realtà:
Una corretta alimentazione con verdura, frutta, cereali e proteine è
tutto quello di cui una madre ha bisogno per rifornirsi dei giusti elementi
per produrre latte. Il calcio si trova in molti alimenti non caseari,
come verdure verde scuro, semi, frutta secca e pesce. Nessun altro mammifero
beve latte per produrre latte.
Behan, E. Eat Well, Lose
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Mito 13:
La suzione non-nutritiva non ha giustificazioni scientifiche.
Realtà:
Le mamme con esperienza nell'allattamento imparano che le abitudini
e i bisogni di suzione dei bambini hanno diverse origini. Mentre alcuni
bambini soddisfano i loro bisogni di suzione principalmente durante
le poppate, altri possono aver bisogno di succhiare ancora il seno subito
dopo una poppata anche se non hanno realmente fame. I bimbi possono
poppare anche quando si sentono soli, spaventati o quando hanno male.
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Mito 14:
La mamma non dovrebbe essere un ciuccio per il bimbo.
Realtà:
Consolare e soddisfare le necessità di suzione al seno sono leggi di
natura. I ciucci sono praticamente un sostituto della mamma quando lei
non può essere disponibile. Altre ragioni per calmare il bimbo principalmente
al seno sono il migliore sviluppo oro-facciale, lamenorrea lattazionale
prolungata, evitare la confusione tra ciuccio e seno, e la stimolazione
di unadeguata produzione di latte che assicuri maggiori possibilità
di successo nellallattamento.
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Mito 15:
La confusione tra tettarella e capezzolo non esiste.
Realtà:
Lalimentazione al seno e al biberon richiedono tecniche di suzione
diverse, e le tettarelle di gomma provocano una certa "sovra-stimolazione"
che i bambini possono preferire al seno che è più morbido. Ne deriva
che alcuni bambini sviluppano una confusione nella suzione e utilizzano
tecniche inappropriate di suzione al seno se passano dal biberon al
seno.
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Mito 16:
L'allattamento frequente può portare alla depressione postpartum.
Realtà:
Si ritiene che la depressione postparto sia causata dagli sbalzi ormonali
del dopo parto e che possa essere aumentata dalla stanchezza e dalla
mancanza di sostegno, tuttavia il più delle volte capita a donne che
avevano problemi già prima della gravidanza.
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Mito 17:
Offrire il seno a richiesta non facilita il legame con la madre.
Realtà:
Rispondere ai bisogni del bambino secondo la sua richiesta crea tra
madre e figlio una sincronia che porta ad un forte legame.
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Mito 18:
Le mamme che tengono troppo in braccio i loro bambini li viziano.
Realtà:
I bambini che vengono tenuti spesso in braccio piangono un minor numero
di ore al giorno e crescendo dimostrano più sicurezza in se stessi.
Anisfeld, E. et al. Does
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Mito 19:
E importante che altri membri della famiglia nutrano il bambino
per poter stabilire anchessi un legame.
Realtà:
Nutrire non è l'unica maniera con cui gli altri membri della famiglia
possono stabilire un legame con il bimbo; tenerlo in braccio, coccolarlo,
fargli il bagnetto e giocare con il bebè sono cose molto importanti
per la sua crescita, il suo sviluppo e il suo attaccamento agli altri.
Heller, S. The Vital Touch:
How Intimate Contact with Your Baby Leads to Happier, Healthier Development.
New York: Henry Holt, 1997; 54-55, 60-61.
Mito 20:
Lallattamento guidato dal bambino (allattamento a richiesta) ha
un effetto negativo sul rapporto tra marito e moglie.
Realtà:
I genitori attenti capiscono che i bisogni di un neonato sono molto
forti, ma anche che con il passare del tempo diminuiscono. Infatti il
lavoro di squadra che si fa per allevare un neonato può effettivamente
rendere una coppia più unita, sviluppando insieme le proprie capacità
di genitori.
Bocar, D., Moore, K. Acquiring
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Sears, W. BECOMING A FATHER.
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Mito 21:
Alcuni bambini sono allergici al latte della propria madre.
Realtà:
Il latte materno è la sostanza più naturale e fisiologica che il bambino
possa ingerire. Se il bambino ha delle reazioni allergiche legate allalimentazione,
generalmente ciò è dovuto a qualche proteina estranea che si è introdotta
nel latte e non al latte stesso. Ciò è facilmente risolvibile eliminando
per un periodo questa sostanza dalla dieta della mamma.
Hudson, I. et. al. A low
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Perfect Formula. Demarest, New Jersey: Techkits, 1994;32-3.
Mito 22:
L'allattamento frequente provoca nel bambino obesità a lungo termine.
Realtà:
Degli studi dimostrano che i bambini allattati al seno che guidano i
ritmi e le quantità delle loro poppate tendono ad assumere proprio la
quantità di latte giusta per loro. Non è lallattamento a richiesta,
bensì l'allattamento artificiale e lintroduzione precoce di cibi
solidi ad avere un ruolo nel rischio di obesità a lungo termine.
Dewey, K., Lonnerdal, B.
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Mito 23:
Lallattamento da sdraiate provoca infezioni all'udito.
Realtà:
Siccome il latte materno è un alimento vivo e ricco di anticorpi e immunoglobine,
il bebè ha, nel complesso, minori possibilità di sviluppare infezioni
all'udito, non importa quale sia la posizione usata.
Anainsson, G. et al. A prospective
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protective effects against nasopharyngeal colonization. J Pediatr 1994;
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Mito 24:
L'allattamento al seno oltre i 12 mesi ha poco valore perché la qualità
del latte materno comincia diminuire dopo i sei mesi.
Realtà:
La composizione del latte materno cambia per adeguarsi ai mutevoli bisogni
del bambino in crescita. Anche quando il bambino è in grado di mangiare
cibi solidi, il latte materno è la fonte primaria di nutrimento per
il primo anno di vita. Diventa un supplemento ai cibi solidi durante
il secondo anno. Inoltre il sistema immunitario del bambino impiega
da 2 a 6 anni a maturare completamente. Il latte materno continua a
completare e sostenere il sistema immunitario tanto a lungo quanto esso
gli viene offerto.
American Academy of Pediatrics
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Traduzione a cura di Yolanda
Ller Aguas
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
01/01/07
da jlm.
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