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Articoli
dalle nostre riviste per consulenti ed operatori
Il riflesso
di emissione troppo forte
(Overactive Milk Ejection Reflex)
di Françoise Raillhet,
Hélène Declerck e Hélène Perez, consulenti
de La Leche League Francia.
Articolo pubblicato originalmente in "Les
Dossiers de l'Allaitment, n.28, luglio-settembre 1996.
Traduzione pubblicato in "L'allattamento moderno"
n. 16, autunno 1997
Questa situazione non rara è
spesso disorientante, poiché può portare a sintomi, conseguenze
e terapie differenti a seconda delle madri. Le conseguenze principali
sono un neonato che soffre di coliche e una madre stressata e scoraggiata.
Non sempre è possibile trovare un rimedio totalmente efficace
per questa situazione, che molto spesso migliora solo con il tempo.
D'altronde, alcuni suggerimenti possono rendere la relazione de
ll'allattamento più
gratificante per la madre e per il neonato.
Il riflesso di emissione
è il meccanismo di rilascio del latte: l'espulsione attiva
del latte fuori dalla ghiandola mammaria, provocata dalla contrazione
delle fibre muscolari (cellule a canestro) che circondano gli alveoli.
Il riflesso di emissione è stimolato dall'ossitocina.
Una quantità variabile
di latte si raccoglie nella mammella tra una poppata e l'altra. In particolare,
il primo latte della poppata, accumulato nei seni lattiferi situati
sotto le areole, incoraggia il neonato a poppare, cosa che scatenerà
i riflessi di emissione. Tutte le madri hanno riflessi di emissione
a intervalli di pochi minuti, anche se, generalmente, solo il primo
è percepibile.
I possibili segnali sono:
- Sensazione di tensione
mammaria, prurito, formicolio al seno.
- Fuoriuscita di latte dal
seno succhiato e, spesso, dal seno opposto.
- Contrazioni uterine (nel
periodo immediatamente post-partum).
- Sensazione di rilassamento
e di sete da parte della madre.
- Cambiamenti nel ritmo
della suzione del neonato: da rapido, diventa lento e regolare, con
deglutizioni ogni 1 o 2 movimenti di suzione.
- Comparsa di latte agli
angoli delle labbra del neonato.
Per alcune madri questo
riflesso è molto forte; il latte può schizzare fuori con
violenza a distanza di diversi metri. Il problema per queste madri è:
"troppo e troppo veloce". Una tale quantità di latte,
che arriva con tanta forza, potrebbe superare le capacità di
deglutizione del neonato. Per alcune madri questo si accompagna a una
secrezione di latte molto abbondante, così come per altre, la
secrezione di latte è "normale", cioè insufficiente.
Le conseguenze e i metodi per ovviare a questa situazione, quindi, variano
a seconda delle circostanze e dell'età del neonato.
Durante le
prime settimane
Alcune volte la madre capisce
qual è la natura del problema, poiché vede il suo latte
schizzare fuori con una tale forza che il suo bambino rimane soffocato
durante la poppata. Generalmente, però, succede che ella non
capisca il comportamento del suo bambino e resta disorientata. Per questo
motivo, la descrizione che potrà farvi del problema potrà
assumere le forme seguenti:
- il mio bambino ha le coliche
- il mio bambino vomita
spesso
- al mio bambino non piace
ciucciare
- il mio bambino è
troppo ingordo, ha una suzione troppo forte
- non ho abbastanza latte
- ho troppo latte
- il mio bambino è
allergico al mio latte
I sintomi
Possono variare molto, e
molti di questi possono avere altre cause. Bisognerà quindi riflettere
bene prima di attribuire questi sintomi a un riflesso di emissione troppo
forte.
- Molto spesso il neonato
ha una curva di crescita soddisfacente; il suo aumento di peso può
anche essere di una rapidità impressionante. Inzuppa i pannolini;
ha frequenti evacuazioni solide che possono essere verdi e schiumose,
poiché all'inizio della poppata egli ingerisce molta aria e/o
molto del primo latte, ricco di lattosio, e ciò accelera il
passaggio delle feci nell'intestino e aumenta la fermentazione. Il
neonato è tonico e sveglio. Può avere una suzione vigorosa.
Alcuni neonati possono fare poppate molto corte (qualche minuto per
volta) e/o poppano solo per mangiare, non per appisolarsi o per consolarsi.
- Il principio della poppata
avviene generalmente bene per poi peggiorare non appena sopraggiunge
il riflesso di emissione: davanti all'afflusso di latte il neonato
tossisce, s'ingozza, sputa, deglutisce rumorosamente... Alcuni neonati
riescono a tenere sotto controllo il problema lasciando colare il
latte, mentre altri si staccano dal seno urlando, oppure ve ne sono
alcuni che si rifiutano di prendere il seno.
- Il neonato è spesso
agitato durante la poppata, e può dare l'impressione di essere
continuamente affamato e succhiarsi frequentemente le dita, il che
potrebbe far credere alla madre di non avere abbastanza latte.
- Il neonato rigurgita spesso.
Soffre di coliche e piange per ore. Ha molta aria nella pancia perché
ingurgita molta aria durante la poppata. Dorme male, si sveglia spesso,
soprattutto durante il pomeriggio e la sera, cosa che, una volta di
più, dà alla madre l'impressione di non avere abbastanza
latte.
- Sebbene la maggior parte
delle donne quasi non percepisca il primo riflesso di emissione, questa
madre potrebbe sentirne diversi durante la poppata, provocando dolore
sufficiente da indurla a limitare il tempo in cui il neonato e attaccato
al seno. Nell'immediato post-partum questi riflessi d'emmissione possono
essere accompagnati da contrazioni uterine, anche queste assai dolorose.
- Può accadere che
una madre abbia lo stesso problema con diversi figli successivi. Ella
potrebbe quindi descrivere neonati molto tonici, con una suzione molto
forte. È possibile che un simile quadro clinico sia il risultato
della compresenza di una predisposizione materna con una particolare
maniera di succhiare del bambino.
Riconoscere
il problema
Non incontrerete obbligatoriamente
tutti i sintomi sopra descritti; alcuni neonati tollerano la situazione
meglio di altri. Dall'altro lato, non bisogna dimenticare che i neonati
che non ricevono abbastanza latte possono presentare un certo numero
di sintomi simili, quali l'irrequietezza al seno il pianto frequente
e il desiderio di poppare frequentemente.
Sarà quindi necessario
valutare accuratamente la situazione, fino a quando non sarà
risolta, poiché un riflesso di emissione troppo forte potrebbe
anche provocare una stagnazione staturo-ponderale, se il rifiuto del
neonato a poppare è particolarmente accentuato. Sarà indispensabile
tenere sotto osservazione la curva di crescita, e seguire la frequenza
delle evacuazioni liquide e solide. In ogni caso, l'insieme dei seguenti
sintomi sarà indicativo:
- Il comportamento del neonato
durante la poppata e in particolare al momento del riflesso di emissione.
- Una gran quantità
di pannolino bagnati.
- Una crescita ponderale
soddisfacente o rapida.
- Uno sviluppo normale
- L'assenza di patologie
nel bambino.
Alcuni suggerimenti
Si possono dare alcuni suggerimenti.
Le tecniche suggerite potranno
essere diversamente efficaci a seconda delle madri. Bisognerà
quindi perseverare e provarne parecchie, trovando quelle che si adattano
meglio a ciascuna madre.
- Staccare il neonato dal
seno al momento in cui si manifesta il riflesso di emissione e lasciar
colare il latte (preparare un asciugamano per tamponare o un recipiente
per raccoglierlo, secondo il desiderio della madre). Riattaccare il
neonato al seno quando il latte ha cessato di uscire con forza. Alcuni
neonati attendono pazientemente (oppure si staccano essi stessi dal
seno per riprendere un istante dopo), ma altri si sentono molto frustrati.
A volte si manifesta dopo poco un nuovo riflesso di emissione e bisogna
staccare di nuovo il neonato dal seno.
- Spremere un po' di latte
poco prima di attaccare il neonato al seno (o provare ad applicare
i dischetti per i capezzoli 15 minuti prima della poppata che possono
provocare una fuoriuscita di latte) in modo da stimolare il primo
riflesso di emissione che è generalmente il più violento.
Ciò sarà particolarmente utile se il bambino dovesse
irritarsi molto quando lo si stacca dal seno. In genere sarà
sufficiente spremere il latte da un solo seno e lasciar colare il
latte dall'altro seno mentre il bambino poppa.
- Alcune madri trovano molto
efficace attaccare il neonato al seno a orari regolari (ogni 2 ore).
Intervalli brevi fra le poppate ridurranno la quantità di latte
presente nei canali lattiferi, il che potrà far diminuire la
pressione intramammaria e quindi la forza del riflesso di emissione.
Per alcune madri, più frequentemente il neonato si attaccherà
al seno, meno abbondante sarà il flusso del latte emesso.
- Altre madri, al contrario,
trovano molto più efficace distanziare le poppate (ogni 3 ore
e mezza) oppure offrire un solo seno a ciascuna poppata. Benché
ciò sia l'opposto di quanto spesso si consiglia alle madri,
in questo caso potrà servire a diminuire la stimolazione mammaria,
soprattutto se la madre ha una produzione di latte molto abbondante.
La maggior parte delle madri penserà di non avere abbastanza
latte, se i loro piccoli sono irrequieti durante la poppata e tra
una poppata e l'altra, poiché questo è il principale
timore di tutte le madri. Persino in presenza di un'accelerazione
dell'aumento di peso dei loro bambini, esse potrebbero non rendersi
conto di avere, al contrario, una produzione eccessiva di latte. Prima
di dare il suggerimento di distanziare le poppate, è tuttavia
molto importante verificare la crescita ponderale, per proporre questa
soluzione solo alle madri i cui bambini hanno una buona crescita,
che conoscono bene la legge della domanda e dell'offerta e che sorvegliano
la quantità di pannolini bagnati. Quando il bambino sarà
nervoso e vorrà attaccarsi spesso al seno, potrà essere
utile suggerire alla madre di offrirgli lo stesso seno numerose volte
di seguito anche per alcune ore. Se l'altro seno incomincia a ingorgarsi
la madre potrà spremerne un po' per alleviare il fastidio,
ma unicamente a questo scopo: il fine non è quello di svuotare
il seno.
- Far fare spesso il ruttino
al bambino. Staccarlo spesso dal seno, soprattutto se è irrequieto
mentre poppa o sembra in difficoltà ad inghiottire tutto il
latte che arriva, e farlo ruttare per eliminare l'aria inghiottita.
Massaggiargli il pancino e dargli piccole pacche sulla schiena.
- Allattare il neonato appena
si sveglia o quando è sul punto di svegliarsi o di addormentarsi.
Sarà più calmo e disteso. Se non è troppo affamato,
popperà con meno forza e il latte affluirà meno velocemente.
Spesso le poppate notturne vanno meglio: il neonato succhia con più
calma, ingerisce meno aria e si riaddormenta con più facilità.
Durante la giornata conviene allattare in un ambiente tranquillo,
lontano dal baccano dei giochi degli altri bambini (nei limiti del
possibile!).
- Variare le posizioni.
Potrà andare meglio se il neonato viene attaccato al seno in
una posizione che faciliti l'eliminazione del latte in eccesso. Se
la madre è seduta, potrà sistemare il bambino in una
posizione più verticale, inclinando il busto all'indietro o
sistemandolo a cavalcioni sulle proprie ginocchia (procurandosi alcuni
cuscini). Potrà allattare sdraiandosi sul fianco, oppure potrà
sdraiarsi sulla schiena e sistemarsi il neonato prono su di lei, sull'addome
o per traverso sul proprio petto (sostenendogli la fronte con una
mano).
- Sarebbe preferibile che
la madre non spremesse regolarmente il latte dal seno perché
questa stimolazione potrebbe aggravare la situazione. Se lo fa già,
potreste suggerirle di smettere gradualmente. Allo stesso modo, l'uso
regolare di dischetti per i capezzoli con lo scopo di raccogliere
il latte può far persistere il problema a causa della stimolazione
che provocano sul seno. Eliminare le coppette (utilizzare delle compresse
per l'allattamento, dei fazzoletti, pezzetti di pannolini, guanti
da bagno... per assorbire il latte) potrebbe gradualmente migliorare
la situazione. Se la madre ha molto latte potrebbe anche prendere
tisane alla salvia, molto concentrate, per qualche giorno (smettendo
gradualmente).
Dopo le prime
settimane
Quando il bebè cresce,
alcuni dei problemi causati da un riflesso d'emissione troppo forte
si attenuano. Altri, al contrario, possono divenire evidenti con il
passare del tempo. Può succedere che la madre si accorga tardivamente
che le cose non procedono bene sia perché il bambino non aveva
troppe coliche sia perché le era stato detto che le coliche passavano
col tempo. La madre può anche aver pensato fosse normale che
il suo bambino soffocasse sotto la quantità di latte.
Vissuto materno
- Ho l'impressione che il
mio bambino non ami più ciucciare e voglia svezzarsi.
- Ho sempre meno latte.
- Il mio bambino si rifiuta
spesso di poppare.
- Il mio bambino ha molte
coliche, vomita spesso.
- Ho delle ragadi, ho i
seni dolenti.
- Il mio bambino non aumenta
sufficientemente di peso.
- Ho molte difficoltà
a comprendere il comportamento del mio bambino, non so cosa vuole.
Sintomi
- Uno dei principali sintomi
di questo periodo è che il bambino ciuccia male:
- continua ad andargli di
traverso il latte; tossisce e sputa il latte dappertutto;
- può rifiutare il
seno più o meno regolarmente, mettere in atto degli "scioperi
del poppante";
- può essere molto
agitato durante la poppata, respingere il seno, colpirlo o morderlo;
- può rifiutare di
prendere più di un seno per poppata;
- a volte, avendo imparato
a considerare le poppate come esperienza stressante, ciuccia solo
quando è affamato e unicamente per soddisfare la sua fame;
preferirà succhiare il suo pollice o un suo sostituto qualsiasi
per soddisfare il suo bisogno di suzione;
- può anche ciucciare
in modo scorretto, in modo da non stimolare il riflesso d'emissione
o in modo che sia minimo, dato che quando ciuccia correttamente riceve
troppo latte. Impara quindi a utilizzare la lingua, le gengive e le
labbra in maniera anomala per poter controllare meglio il flusso del
latte. Spesso, se la secrezione del latte materno cala, il bambino
sarà più a suo agio nel poppare. Tuttavia può
a volte succedere che non sappia più poppare in modo corretto
o che sia talmente abituato ad avere molto latte senza sforzarsi da
non provare neanche più a farlo efficacemente.
- la madre può avere
i seni dolenti a causa della suzione scorretta del bambino, se questi
serra le gengive per limitare il flusso di latte.
- I riflessi d'emissione
possono rimanere sempre così forti; oppure possono essere sentiti
molto meno dalla mamma, cosa di per sé normale, ma quando si
presenta questa circostanza sarà opportuno verificare che non
ci sia un abbassamento importante della secrezione lattea, soprattutto
quando la mamma è passata da un riflesso molto forte a nessuna
sensazione durante il riflesso e, in particolare se questo passaggio
avviene in poco tempo. Questo può anche avvenire in modo graduale,
cosicché la madre non si accorge di niente. La madre può
considerare il cambiamento del ritmo delle poppate come un segno di
miglioramento.
- Il bebè soffre
spesso di coliche violente. Può avere delle scariche schiumose
e verdi e molta aria. Può rigurgitare molto latte.
- Certi bambini continuano
a prendere molto peso, e possono anche presentare disturbi caratteristici
dovuti alla sovralimentazione. Ma, in alcune madri, si osserva più
o meno rapidamente un abbassamento della secrezione lattea o una secrezione
lattea con livelli che oscillano in maniera estremamente variabile.
Questo andamento può indurre nel bambino un arresto della crescita
staturo-ponderale dovuto al fatto che egli manda giù molta
aria, che riceve pochissimo del 2° latte, che assorbe grandi quantità
del primo latte poco calorico, e che distanzia le poppate. Questa
debole crescita può non venire rilevata a causa del fatto che
la sorveglianza medica è generalmente meno stretta dopo le
prime settimane.
- Il vissuto materno è
poco gratificante. La madre può vivere in maniera molto negativa
l'allattamento di questo bambino poco soddisfatto, e che le dà
l'impressione di non amare né il suo latte, né le poppate.
Di fronte ad un bambino "difficile", non è facile sentirsi
competente, sviluppare il proprio istinto materno e imparare a riconoscere
la causa dei pianti. La madre può avere dei problemi di abbigliamento
soprattutto se ha troppo latte: può trovarsi "bagnata" in continuazione,
cosa che può anche porre un problema a livello di coppia. Allattare
in pubblico le sarà difficile: il latte cola dappertutto, deve
avere l'asciugamano. Tutto questo potrà portare a uno svezzamento
precoce, sia che il bebè non voglia più ciucciare, sia
che la madre non sopporti più la difficile situazione.
Cosa proporre
Sarà necessario valutare
bene la situazione per sapere se la madre ha latte sufficiente oppure
troppo, oppure se è in un periodo di calo del latte. Questa valutazione
si farà in base al numero dei pannolini bagnati, delle evacuazioni,
al comportamento del bambino durante le poppate (agitazione, deglutizioni,
ecc.....), la sensazione del riflesso d'emissione, la frequenza delle
poppate. Da notare: un abbassamento notevole delle sensazioni di fame
e di sete nella madre può essere indice di calo della secrezione
lattea. I suggerimenti sotto descritti rimangono sempre validi:
- togliere il bambino dal
seno al momento del riflesso di emissione e in qualsiasi momento in
cui il flusso del latte sembra troppo abbondante per lui;
- offrire il seno quando
il bambino non è troppo affamato. Un buon numero di bambini
possono succhiare egregiamente quando sono mezzo addormentati o sul
punto di risvegliarsi. In quei momenti sono più inclini a poppare
e a farlo tranquillamente, anche se in altre situazioni sembrano non
amare ciucciare
- provare a vedere se risulta
più efficace proporre spesso il seno senza forzare il bambino
a prenderlo. Se il bambino sembra soddisfatto a un seno, evitare di
cambiare seno. Distanziare le poppate, proporre soltanto un seno per
poppata, anche per più poppate di seguito. Sforzarsi di rimanere
calme quando il bambino si arrabbia.
- verificare se c'è
un luogo per le poppate dove le cose vanno meglio. Certi bambini poppano
meglio in penombra.
- variare le posizioni.
Le poppate potrebbero essere più gradevoli in certe posizioni.
Privilegiare le posizioni in cui la testa del bambino è al
di sopra del seno. Certi bambini accettano di poppare quando la madre
cammina.
- avere molto contatto fisico
con il bambino. Cullarlo, massaggiarlo, fare un bagno insieme. Questo
aiuterà la madre ad avere un contatto gratificante col suo
bambino.
- incoraggiarlo a succhiare
efficacemente se non lo fa già; soprattutto se la secrezione
di latte materno è in calo.
- seguire regolarmente la
curva di crescita. Eccezionalmente, delle aggiunte possono rendersi
necessarie se il bambino rifiuta di succhiare correttamente e/o abbastanza
spesso e se la crescita diventa insufficiente. Se il bambino rifiuta
di prendere il seno, proporgli una parte di aggiunta (preferibilmente
non con il biberon) prima di posizionarlo al seno: sarà più
disposto a collaborare se non è affamato. Se si stanno somministrando
delle aggiunte al bambino, non bisogna eliminarle tutte insieme quando
la situazione migliorerà.
In conclusione
Il riflesso di emissione
troppo forte rimane una problematica mal definita e quindi difficile
da gestire. Bisogna perciò guardarsi dal mettere un'etichetta
su qualsiasi problema irrisolto e di origine confusa. Sintomi simili
possono provenire da altre eziologie. Per esempio, il togliere dalla
alimentazione materna i prodotti mal tollerati dal bambino (derivati
del latte vaccino, tè, caffè, agrumi, ecc....) può
a volte far miracoli in una madre dove si era già provato di
tutto.
Aiutare la madre a capire
la situazione e a decodificare il comportamento del suo bambino di fronte
al riflesso di emissione, le permetterebbe di trovare le migliori soluzioni
al suo problema, a volte grazie alla scoperta di una piccola astuzia
personale. Generalmente, con la perseveranza, la situazione migliora
dopo 2/3 mesi grazie alle migliori capacità del bambino e/o ai
suggerimenti sopra descritti. Riconoscere rapidamente la situazione
permetterà di rimediarvi più facilmente, senza che il
riflesso di emissione troppo forte divenga un problema di proporzioni
insostenibili. Ma certe madri rinunceranno comunque di fronte a difficoltà
da cui non riescono ad uscire. In altri casi, anche se la situazione
sarà notevolmente migliorata dopo qualche mese, certi problemi
rimangono: l'allattamento al seno rimane per il bambino un'esperienza
poco gradevole e si svezzerà rapidamente da sé. Le madri
che sono sufficientemente motivate e sostenute potranno tuttavia arrivare
a vivere un'esperienza d'allattamento di lunga durata, gratificante
per loro e per i loro bambini.
Bibliografia:
- The effects of an overactive
let-down reflex. F. Andrusiak, M. Larosa-Kuzenko. Lactation Consultant
Series, Lactation Dep, LLLI 1987.
- Experiences d'animatrices
concernant le rèflex d'ejection trop fort. N. Bellot, MP Fredaigues
1994.
- Le rèflex d'ejection
violent: comment le détecteur et l'atténeur. D. Elkhoury,
La Berceuse, sept 1990.
- Overactive let-down: consequences
& treatments. M. Jozwiak, Leaven sept-oct 1995.
- Ainsi que les résultantes
de l'enquete sur le vécu des mères ayant un réflexe
d'ejection trop fort, menée pour le congrès national
de LLL de 1994.
Traduzione di Margherita
Colaci e Silvia Colombini
Battitura a macchina di
Martina Carabetta
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
01/01/07
da jlm.
Page last edited Sun Oct 14 09:35:01 UTC 2007.
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