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FAQ: Posso allattare mio figlio adottivo?
(Can I Breastfeed My Adopted Baby?)

Le domande rivolte più frequentemente al sito LLL sono state raggruppate per argomento insieme alle relative risposte, redatte dalle consulenti LLL responsabili dell'aggiornamento del sito.

Per ciascun argomento vengono presentati diversi punti di vista e informazioni a carattere generale che non devono essere considerate alla stregua di prescrizioni mediche né come indicazioni automaticamente valide per tutti gli stili di vita e per tutte le famiglie. Per qualsiasi approfondimento, vi rimandiamo alla lista delle pubblicazioni LLL e vi invitiamo a contattare la consulente LLL più vicina a voi.

Posso allattare mio figlio adottivo?
(Can I Breastfeed My Adopted Baby?)

Congratulazioni: avete un bambino! Che cosa meravigliosa! Cercherò di rispondere alla vostra domanda sulla possibilità di allattare un figlio adottivo, citando le pubblicazioni LLL che si occupano di questo argomento. "Nursing Your Adopted Child" e BREASTFEEDING ANSWER BOOK; anche l’opuscolo intitolato "Helping Love Grow: Parenting Adopted Children" può essere utile. Se desiderate avere maggiori informazioni, non esitate a contattare la consulente LLL più vicina a voi, oppure date un’occhiata al catalogo delle pubblicazioni LLL in questo sito web, per avere ragguagli sui titoli, i prezzi e come inoltrare un ordine online.

"Volendo allattare un bambino adottato, è necessario innanzitutto concentrarsi più sull’aspetto psicologico dell’allattamento e in secondo luogo sui vantaggi nutrizionali del latte materno. La produzione del latte, se si verifica, è un piacevole effetto collaterale rispetto all’obiettivo più ampio di costruire una felice relazione di allattamento."

La maggior parte delle mamme è in grado di produrre latte, anche in minima quantità. Molte madri adottive riescono ad indurre la lattazione usando un tiralatte ogni 2-3 ore, sia prima che dopo l’arrivo del bambino. Alcune ricorrono ad uno strumento chiamato SNS (Supplemental Nursing System, ossia sistema per l’allattamento con aggiunta, venduto in Italia come Kit per l’allattamento) prodotto da Medela e che consiste in una bottiglietta da riempire con latte artificiale e appendere al collo. Alla bottiglietta sono collegati due tubicini che si fissano accanto al capezzolo. In questo modo, il bambino riceve nutrimento a sufficienza e contemporaneamente stimola il vostro corpo a produrre latte. Infatti, quanto più il seno viene stimolato - da un tiralatte o dal bambino stesso - maggiore è la probabilità che riesca a produrre latte.

Se il bambino adottato è più grandicello, la questione si complica un po’. Alcuni piccoli sono ormai abituati a bere dal biberon e si rifiutano di poppare. Si tratta di bambini che forse non sono interessati a provare cose nuove. Ma ogni bambino fa storia a sé: non dovete far altro che provare e vedere come risponde il vostro bambino.

Come qualunque altra mamma che allatta, ricordate che alcuni farmaci sono incompatibili con l’allattamento: parlatene con il vostro medico curante. Inoltre usate la massima discrezione nell’affrontare l’argomento "allattamento al seno" con chi si sta occupando della vostra richiesta di adozione: ci sono persone comprensive e altre che potrebbero guardarvi con sospetto.

Riferimenti bibliografici

Un altro testo incluso nel catalogo LLL che potrebbe fornirvi ulteriori informazioni è:

A. Sunderland e K. Auerbach, "Relactation and Induced Lactation, Unit 1", Lactation Consultant Series, Wayne, NJ: Avery Publishing, 1985

Per molte madri adottive, concentrarsi sul proprio obiettivo [ossia l’allattamento del proprio figlio, N.d.T.] e ricordare che l’allattamento al seno porta al bambino molti benefici oltre al nutrimento, è stato di grande aiuto nell’indurre la lattazione. La capacità di produrre latte varia moltissimo da mamma a mamma: anche madri che hanno già allattato i loro figli possono non riuscire a nutrire un figlio adottivo solo con il loro latte (durante il Congresso LLL del 1995, la scrittrice e consulente LLL Martha Sears riferì come, con suo grande stupore, dopo aver allattato i suoi 7 figli, sia riuscita a nutrire al seno il figlio adottivo solo in parte). Un obiettivo ragionevole, quindi, può essere quello di provare a fornire voi stesse almeno una parte - forse anche la maggior parte - del nutrimento necessario al vostro bambino, godendo comunque dell’intimità e dell’attaccamento generati dall’allattamento. Il vostro bambino vi amerà, comunque.

Traduzione a cura di Raffaella Brignardello Fantoni.

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 02/01/07 da jlm.
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