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FAQ SULLE DIETE A BASSO CONTENUTO DI CARBOIDRATI DURANTE L'ALLATTAMENTO
(FAQ on Low Carbohydrate Diets)

Le domande rivolte più frequentemente al sito LLL sono state raggruppate per argomento insieme alle relative risposte, redatte dalle consulenti LLL responsabili dell'aggiornamento del sito.

Per ciascun argomento vengono presentati diversi punti di vista e informazioni a carattere generale che non devono essere considerate alla stregua di prescrizioni mediche né come indicazioni automaticamente valide per tutti gli stili di vita e per tutte le famiglie. Per qualsiasi approfondimento, vi rimandiamo alla lista delle pubblicazioni LLL e vi invitiamo a contattare la consulente LLL più vicina a voi.

DOMANDA: Sto allattando al seno mio figlio e vorrei perdere peso. E' sicuro seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati durante l'allattamento?

Molte donne sono ansiose di tornare in forma dopo avere avuto il loro bambino, dobbiamo però ricordare che il peso acquisito in gravidanza non è stato accumulato in una notte né può scomparire in un batter d'occhio. E' saggio che le mamme aspettino fino a due mesi dopo il parto prima di iniziare programmi per la riduzione mirata del peso. Il corpo della mamma, infatti, ha bisogno di tempo per recuperare energie dopo la fatica del parto e per stabilire una buona produzione di latte. Molte neomamme sono riuscite a perdere peso regolarmente, seguendo un regime dietetico intelligente durante l'allattamento. E' comunque opportuno che chiunque decida di seguire una dieta si rivolga al proprio medico per verificare eventuali problemi che possano controindicare un regime. Se una madre che allatta al seno vuole iniziare una qualsiasi dieta per la riduzione del proprio peso, ecco i fattori che dovrebbe tenere in considerazione.

EQUILIBRIO NUTRIZIONALE - chi allatta al seno deve ricevere sostanze nutritive equilibrate ed in quantità adeguata nel rispetto della salute del bambino e della sua. Al contrario, il rischio che si corre è di compromettere le proprie riserve nutritive. Il latte di una madre malnutrita può evidenziare scarsi livelli di vitamina A, D, B6, B12 e essere scarso in quantità.

FAME - un insufficiente apporto calorico giornaliero dà origine a fenomeni di debolezza, stanchezza, spossatezza. In queste condizioni, prendersi cura del proprio bambino diventa estremamente faticoso e può alla fine compromettere la produzione di latte o inibire il riflesso di emissione del latte. Il Sottocomitato per la nutrizione durante l'allattamento al seno consiglia un apporto calorico giornaliero di 1500 - 1800 calorie durante l'allattamento.

LIVELLO DI PERDITA DI PESO - una perdita di peso graduale è risultata ininfluente sia sulla produzione di latte materno sia sulla salute del bambino. Sussistono comunque perplessità documentate in caso di perdita di peso repentina durante l'allattamento, fissata su livelli superiori a 450 gr. a settimana. In caso di perdita di peso rapida le tossine contenute negli agenti inquinanti e normalmente trattenute nel grasso corporeo, possono venire rilasciate nel sangue, con conseguente innalzamento dei livelli di tossine nel latte; inoltre, la perdita di peso rapida è stata anche connessa ad una diminuzione della produzione lattifera. Esistono un certo numero di regimi dietetici a basso contenuto di carboidrati, diversificati per livelli e modi di limitazione degli stessi e basati sulla teoria che limitando i carboidrati e assumendo una adeguata quantità di proteine, ci si possa liberare del senso di fame tipico degli altri piani dietetici. Alcune diete invitano a controllare i livelli di chetosi con speciali strisce per il test delle urine. La chetosi si verifica quando il corpo brucia grassi invece di glucosio per ricavarne energia ed è evidenziata dalla presenza di chetoni nelle urine. Per chetoni si intendono i tre agenti chimici acidificanti e tossici (acetone, acetoacetato e beta-idrossibutirrato) rilevabili nel sangue.

Ora, molti di coloro che seguono diete a basso contenuto di carboidrati perdono effettivamente peso più rapidamente di quanto sia consigliabile a una madre che allatta. E' altresì possibile modificare un regime in modo tale da includere una maggiore quantità di carboidrati sotto forma di frutta e verdura che contengono amidi, così da rallentare la perdita di peso.

Pur non essendo noto se i chetoni escreti nel sangue possano essere riscontrati nel latte materno, né quali livelli possano essere pericolosi per il bambino, esiste una certa preoccupazione sui possibili rischi conseguenti a chetosi nella madre che allatta, sia che essa stia seguendo una dieta a basso contenuto di carboidrati sia che bruci grasso corporeo in altra maniera. Nella sezione Domande Frequenti del sito dell'Atkins Centre viene raccomandato alle donne in gravidanza e in allattamento di assumere di carboidrati su un livello di mantenimento considerevolmente più alto di quello necessario per perdere peso.

Inoltre, anche se la produzione giornaliera di proteine nel latte è pari a 6 - 11 gr. e di proteine il bambino ha bisogno perché sono il materiale base per la "costruzione" del corpo, un'altra possibile preoccupazione riguarda proprio l'eccessivo contenuto proteico di queste diete in quanto le proteine, a differenza di altri elementi nutritivi, non possono essere immagazzinate nel corpo della madre. Il dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti raccomanda un consumo giornaliero pari a 65 gr. di proteine durante l'allattamento ma molte donne che seguono la dieta Brewer per la gravidanza, che raccomanda un'assunzione giornaliera di 80 - 100 gr., mantengono lo stesso regime durante l'allattamento. Non solo, anche se le donne in allattamento necessitano di una certa quantità di grassi, esistono perplessità anche sulla loro presenza eccessiva in queste diete. Secondo "Mangiare bene e perdere peso durante l'allattamento al seno", il fabbisogno giornaliero di cibi contenenti grassi, anche sotto forma di olio, è di 7 porzioni al giorno, con un minimo di 5. E' comunque chiaro che, anche se le diete a basso contenuto di carboidrati prescrivono effettivamente quella che per alcuni può essere una grande quantità di proteine animali, si può senza dubbio ricorrere a proteine non grasse.

Un ultima riflessione riguarda i dolcificanti a cui si fa ricorso nelle diete ma che chi allatta preferisce di norma evitare e che possono in effetti essere evitati anche nei regimi poveri di carboidrati.

In conclusione, nessuna dieta è tagliata su misura per tutti e questo è ancor più vero per chi allatta. Con opportune ricerche e un po' di attenzione sulla necessità di una nutrizione equilibrata e un opportuno livello di perdita di peso anche una mamma che allatta può decidere di seguire alcune direttive dei regimi a basso contenuto di carboidrati lasciando però da parte il resto.

traduzione a cura di Emma Lakin

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 02/01/07 da jlm.
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