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Articoli dalle nostre riviste per genitori

"TI HO DETTO UN MILIONE DI VOLTE.....
("I told you a million times")

di Judy Snyder 
da New Beginnings, gen-feb 1992 
tradotto e pubblicato in "Da mamma a mamma" n. 39, primavera 1995

Una disciplina efficace non è sempre impresa facile per i genitori

Imparare ad imporre efficacemente la disciplina, essendo nel contempo fermi e gentili, è una grande sfida anche per i migliori genitori. Non è sempre facile scegliere attentamente le parole così da mantenere il senso di autostima nei nostri bambini quando richiediamo loro il comportamento da noi desiderato. 

Tutti i genitori si chiedono, una volta o l'altra, "Sono troppo rigido? Le mie aspettative sono troppo elevate? Ho una pazienza troppo limitata?" Oppure ci domandiamo: "Sono troppo arrendevole? Lascio passare troppe cose? Tollero troppo?" 

Un genitore che mostra rispetto per il proprio bambino, sia con le parole che con l'azione, sarà probabilmente ricompensato con una reazione positiva alle sollecitazioni, ai rimproveri o alle richieste di un comportamento più appropriato. 

Per esplorare ulteriormente l'importanza del rispetto reciproco, di una disciplina efficace e la creazione dell'autostima, descriviamo due stili di comunicazione per i genitori: quello Tradizionale e quello Positivo.

Comunicazione Tradizionale: "Non posso credere che tu abbia fatto questo!" Così investii recentemente mio figlio di dieci anni quando infilò il dito nel fianco della sorellina. "Quante volte ti ho detto di non darle fastidio?" E per il momento lui la smette. 

Poi, quando la mia attenzione è distolta dai lavori di cucina, aggiunge un altro rapido calcio. "Basta," grido nel vedere mia figlia scoppiare in lacrime. "Va subito in camera tua!" e gli indico con un cenno le scale. Il nostro piccolino, apparentemente ignaro di tutto il pandemonio, continua a sbocconcellare un biscotto lì vicino. 

Mio figlio se ne va con una alzata di spalle come a scontare la sua malefatta. Accidenti, ecco che ci ricasco di nuovo. A volte, non importa quanto fortemente ci provi, uso di nuovo il modello tradizionale di essere genitore che ho imparato durante la mia infanzia. L'adozione di un nuovo stile positivo richiede sicuramente grandi sforzi.

Comunicazione Positiva: (Come vorrei aver recitato la scena in questo modo) "Tua sorella sta male. É ora di smetterla di litigare." Lui smette momentaneamente e poi la colpisce di nuovo con un calcio. "Mi arrabbio quando vi fate del male. Le persone non sono fatte per picchiarsi," dichiaro. "Smettete la lotta o uscite dalla stanza". 

Lui abbandona la stanza di sua spontanea volontà, relativamente calmo. 

Quando la disciplina è impartita in modo opportuno, con richiami e richieste rispettose, i bambini sono maggiormente portati a reagire positivamente. Il nostro scopo è di farli agire alle nostre parole, non farli reagire negativamente quando le sentono. 

Tuttavia continuiamo a domandarci, sfidati da avvenimenti quotidiani, perché queste persone che amiamo così intensamente, possono farci arrabbiare così tanto. Nel pieno di una situazione di crisi è difficile ricordare cosa significa una guida amorevole. 

Quando sono arrabbiati tutti i genitori dicono cose che in seguito vorrebbero non avere detto. In modo del tutto simile ad una registrazione su nastro i richiami tradizionali vengono richiamati alla mente e trasmessi da una generazione all'altra. Quando vengono premuti i nostri bottoni emotivi le parole che non vorremmo usare scivolano fuori del tutto inconsciamente. Quante volte vi siete colti nell'atto di dire cose che avreste giurato di non dire mai: "vergognati". "Non sai comportarti meglio?" "Non impari mai" "Che ragazzaccio/a!" "Ne ho abbastanza di te" "Che cos'hai?" 

I genitori sono umani, e anche a un genitore solitamente paziente possono sfuggire dei commenti che fanno male. Possiamo anche credere di insegnare ai bambini come meglio comportarsi con questi sistemi correttivi. Spesse volte comunque stiamo semplicemente reimpiegando i vecchi messaggi registrati che abbiamo sentito durante la nostra infanzia. Ma la tradizione può essere cambiata. 

Quando i nostri bambini ci ascoltano, spesso percepiscono le nostre parole come accuse o attacchi diretti. Quando diciamo loro cosa fare, si lamentano dicendo che stiamo sempre loro addosso. Naturalmente noi non consideriamo il nostro comportamento una seccatura o un affronto. Lo chiamiamo un " richiamo ", come per esempio "ti sei ricordato della relazione... del pranzo... dei pantaloncini da ginnastica... Non ti dimenticare la tessera dell'autobus. Non ti dimenticare di pettinare i capelli... pulirti i denti... appendere il vestito nell'armadio", e così via.

Sviluppate uno stile positivo di fare i genitori: Il concetto che il bambino ha di se stesso può essere facilmente danneggiato da parole dette senza pensare in un momento di rabbia. Naturalmente a volte "diamo fuori di testa" e diciamo cose che feriscono, ma il nostro scopo come genitori amorevoli è quello di fare dei commenti dolorosi l'eccezione piuttosto che la regola. Come possono i genitori rafforzare uno stile positivo così da poter esprimere forti sentimenti di rabbia senza ferire o attaccare l'autostima del bambino?

Sentirsi bene riguardo a se stessi. Al fine di amare il vostro bambino e costruirne l'autostima, dovete prima di tutto amare voi stessi. Ciò significa accettarvi "proprio come siete". Datevi dei crediti per quello che voi "fate" piuttosto che per quello che voi "non fate", e prendetevi cura di voi stessi. Meglio vi sentirete riguardo a voi stessi più pazienza, amore, accettazione avrete da dare sia a voi che ai vostri bambini.

Costruite l'autostima del vostro bambino. I genitori possono imparare ad osservare, mettere a fuoco e commentare in modo positivo i punti di forza e le caratteristiche della personalità individuale di ciascun bambino: lo zelo, la capacità d'essere d'aiuto, l'amicizia o la curiosità. É di aiuto ai fini di uno sforzo concertato, agire con circospezione o restare calmi nei confronti delle caratteristiche irritanti di un bambino come ad esempio la ritrosia, la paura o il continuo rinviare alle calende greche. 

I bambini traggono un grande beneficio da una lode e un incoraggiamento specifici elargiti liberamente e di frequente. É bene evidenziare ciò che il bambino "fa" piuttosto che quello che "non fa".

Scegliete attentamente le vostre parole. Un modo di sostituire le osservazioni tradizionali con delle nuove risposte consiste dapprima nell'identificare quelle affermazioni che desideriamo cambiare, come ad esempio: "Ti ho detto un milione di volte..." e sostituirle con un qualcosa di maggiore validità come ad esempio: "La regola è..." 

"Non impari mai" viene sostituito da: "Lo so che lo puoi fare".

"Non ne posso più di te" diventa: "Sono arrabbiato che ...... sia accaduto". Un sarcastico: "Che problema hai?" diventa: "Sembri irritato, sconvolto, arrabbiato".

Riconoscere i sentimenti: L'abilità nel riconoscere i sentimenti prevede anche la capacità di modificare le affermazioni di un bambino per fargli sapere che capiamo senza ergersi a giudici. Quando un bambino si sente triste, sconvolto o arrabbiato la prima risposta di un genitore può essere quella di minimizzare o negare questi forti sentimenti. 

Dobbiamo essere in grado di cercare i sentimenti nascosti dietro le parole. "Odio mia sorella" sentiamo dire dal nostro bambino; "Oh no, tu non la odi", ci sentiamo ritorcere. Tuttavia un bambino ha bisogno di genitori che siano pronti a riconoscere non a negare i suoi sentimenti dicendo: "Sei molto arrabbiato". 

L'abilità nel riconoscere i sentimenti viene col tempo e l'esercizio; non è naturale per molti di noi perché vogliamo che i nostri bambini siano felici e non tristi o arrabbiati o spaventati.

Date esempi sani di modi validi per esprimere la rabbia. Mostrate ai vostri bambini dei modi accettabili per dare sfogo alla rabbia: andare a fare una passeggiata, saltare con la corda, tirare un respiro profondo, contare fino a dieci, pulire un tappeto con l'aspirapolvere o prendere a pugni un cuscino. Adottate una "regola: non si picchia" in casa che venga applicata da tutti.

Offrite alternative invece che minacce: Siate decisi e netti per quel che riguarda le vostre aspettative. Invece di dire: "Non buttare in giro i giocattoli o io..." provate a dire: "I giocattoli non sono fatti per essere buttati in giro, gioca con il camioncino o scegli un altro giocattolo". Ricordate che i bambini piccoli necessitano di ammonimenti e di alternative date più volte prima che possano seguire i nostri desideri.

Mettetelo per iscritto. Un messaggio scritto può essere un modo efficace e calmante di esprimere sentimenti così che gli altri possano capire. Le note scritte concedono tempo per dire quello che avete bisogno di dire senza accuse o colpe.

Usate molto contatto fisico. É sicuramente vero che quando i nostri bambini si rendono antipatici al massimo quello è il momento in cui necessitano il nostro massimo di amore. Anche quando il periodo dell'allattamento termina i bambini hanno bisogno di molti abbracci, baci, carezze sui capelli, solletico, carezze sulla schiena e di essere cullati e tenuti in braccio. Se il vostro bambino è riluttante a farsi abbracciare, tenetelo dal di dietro e sussurrategli all'orecchio.

Pausa di riflessione. Spesso incompreso e usato male il metodo della pausa di riflessione, tramite il quale si toglie un bambino che si comporta male dalla "scena dell'accaduto", merita una spiegazione. Usato con parsimonia, e in modo gentile, questa pausa di riflessione, serve per dare al bambino l'opportunità di smettere le malefatte e riprovare a comportarsi bene. Usato con gran rispetto come un periodo per calmare i bollenti spiriti piuttosto che come punizione, la pausa di riflessione impedisce al bambino ulteriori azioni negativi. Date sempre una motivazione al bambino quando gli imponete la pausa. "Fa una pausa fino a quando ti senti pronto a smettere di fare a botte". 

Se i genitori concedono al bambino l'opportunità di ritornare a provare di nuovo quando sono pronti a smettere di picchiarsi, i sentimenti di cooperazione affiorano più rapidamente. Idealmente la pausa di riflessione può essere un'efficace conseguenza di un cattivo comportamento concedendo una maggiore opportunità al bambino affinché sviluppi l'autocontrollo.

Recuperare i buoni sentimenti: É importante recuperare i buoni sentimenti dopo un litigio, al più presto possibile, una volta che tutti si siano calmati. I genitori possono usare un semplice abbraccio e un commento del tipo: "mamma ti vuole bene" oppure scusarsi. O, in particolare con i bambini più grandi, suscitare una conversazione più lunga. 

I genitori che cercano di diventare più positivi e coscienziosi, e godono di essere genitori giorno per giorno, vedranno il frutto dei loro sforzi: dei ragazzi più collaborativi. Il cambiare da uno stile tradizionale ad uno più positivo permetterà ai genitori di acquisire i vocaboli, le abilità, le attitudini e le azioni sì da diventare genitori efficaci ed amorevoli. 

(Traduzione di Alessandro Colzi)

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 02/01/07 da jlm.
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