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Articoli dalle nostre riviste per genitori

Neonati che confondono il giorno con la notte
(Babies Who Confuse Night and Day)

Di Selene Mize, Nuova Zelanda
Da "New Beginnings", Gennaio- Febbraio 1995 e "Da mamma a mamma" n. 46 inverno 1996-7 Tradotto da Milena Bertonati.

Poche prove sono così dure per i neo-genitori quanto quella di essere svegliati ogni mezz'ora circa durante la notte da un bimbo che, alla fine, si addormenta profondamente (o, almeno, con interruzioni minime) a partire dalle 5-6 di mattina fino a mezzogiorno. Mia figlia Rachel cominciò con quest'andazzo dal secondo giorno di vita e lo mantenne solidamente. Durante il soggiorno in ospedale, gli orari impostici mi impedivano di dormire la mattina come faceva Rachel. Una volta a casa, avevo orari più flessibili, ma mia madre era appena venuta dagli USA per farci visita, e mio marito era in "permesso per paternità. Io desideravo essere sveglia durante il giorno per passarlo con loro, ma finii per esaurirmi incredibilmente! Consultai libri sull'essere genitori di notte, ma non vi trovai un grosso aiuto. Adesso, però, dopo anni di esperienze e altre letture, sono in grado di proporre qualche consiglio ai genitori che si trovano in condizioni simili.

La prima domanda da porsi è se il problema esista davvero. I genitori alle prime armi che ascoltano gli amici o i familiari o che consultano manuali su come tirare su i propri figli spesso credono che i bambini dormano continuamente nelle prime settimane, svegliandosi dopo le h. 20 solo per mangiare. Evidentemente, però, i neonati non leggono gli stessi manuali né sentono le stesse storie. Loro preferiscono andare a letto a mezzanotte... non alle sette di sera come vorrebbero molti genitori.

Inoltre, i bambini sono molto diversi gli uni dagli altri. Ad un mese d'età, alcuni bebè dormono per ben 19 ore, altri solo 12. Se il problema sorge perché si hanno aspettative non realistiche, allora, bisogna ridimensionarle. Accettare di buon grado la situazione è la soluzione migliore.

Il vero problema esiste solo quando il bebè ha bisogno di continue attenzioni durante il periodo normale di sonno della madre (per continue attenzioni s'intende più dell'allattamento al seno frequente, di un occasionale cambio di pannolino e un po' di coccole tranquille). Un bebè sveglio può non richiedere molte attenzioni se si trova in un posto sicuro e interessante (per esempio a letto, tra i genitori addormentati, con una lucina accesa e qualche peluche o un giochino appeso al soffitto). Finché il bambino è al sicuro e felice, i genitori non hanno motivo di rimanere svegli.

Nel caso in cui il bebè abbia davvero bisogno di attenzioni continue durante il periodo normale di sonno della madre, può essere più facile che la madre cambi i suoi orari di sonno piuttosto che provare a cambiare quelli del figlio. Se è figlio unico, la madre può staccare il telefono e non rispondere alla porta per dormire beatamente fino a mezzogiorno o comunque fino a che il bambino non si sveglia. A volte, però, non si può cambiare l'orario del sonno. Per esempio, un fratello più grande che si alza alle h. 6:30 tutti i giorni renderà difficile per la mamma un sonno prolungato la mattina. O anche, una mamma che deve rientrare a lavoro prima che il bimbo si sia abituato a dormire meglio troverà impossibile fare un pisolino mattutino.

Il passo seguente è quello di considerare ogni motivo possibile del perchè il bimbo abbia adottato un certo orario. La mamma beve forse troppo caffè, te, coca cola, o prende troppa cioccolata o altre sostanze contenenti caffeina? Questa è uno stimolante che passa nel latte. Il modo più facile per verificare se la caffeina dà noia al bambino è quello di diminuirne il consumo (o, meglio, di evitarla del tutto) per qualche giorno e osservare se ci sono cambiamenti. Se questa è la causa del problema può non essere necessario astenersi totalmente; potrebbe essere sufficiente evitarla dopo le h. 16. Anche gli orari dei genitori possono essere la causa degli orari sballati dei figli: i bimbi imparano rapidamente a regolare la propria giornata con quella dei propri cari. Se la madre è assente durante parte del giorno, o presente ma occupata in altre cose (come preparare gli altri figli per la scuola), il bambino può decidere che questi siano eccellenti occasioni per un sonnellino. Si può quindi cambiare la situazione prestandogli attenzioni più mirate durante il giorno.

Anche le allergie ai cibi possono essere causa di problemi di sonno. Rachel ebbe crisi di coliche per sette mesi. Queste furono infine attribuite alla sua sensibilità a cibi che mangiavo io e che passavano nel latte. Molti neonati soffrono maggiormente di coliche la sera, mentre il mattino è il loro periodo migliore, e questo forse perchè la notte la madre non mangia. Anche la nostra seconda bimba, Helen, ha sofferto di allergie gravi al cibo, ma eravamo già più informati, così fummo capaci di trattare le sue coliche poco dopo la loro comparsa. Entrambe avevano la tendenza a preferire le dormite mattutine. Se si prospetta qualche allergia da alimenti, potrebbe essere utile contattare la propria consulente de LLL per informazioni utili riguardante l'eliminazione di alcuni comuni allergeni dalla propria dieta. (Potrebbe essere utile la lettura del opuscolo 54 de LLL Italia, "Allergie nei bambini allattati al seno"). Integratori come vitamine o fluoro o ferro possono anch'essi interferire con il sonno del neonato.

Un'altra possibile causa da considerare è la stimolazione eccessiva. Alcuni bambini sensibili riescono ad isolarsi da un ambiente troppo rumoroso e turbolente dormendo. Se si tratta di questo, bisogna creare un ambiente tranquillo per il bimbo durante il giorno. Un genitore che permette al figlio di dormire tutto il giorno non può certo pretendere che questi dorma anche di notte!

Se non si trova la causa, si può provare, dolcemente, a cambiare il modo in cui il bambino vive la propria giornata. L'approccio di base è quello di distinguere chiaramente tra giorno e notte, di rendere il giorno più interessante possibile e la notte più tranquilla e rilassante possibile. A questo scopo, i genitori possono avere bisogno di enfatizzare il loro normale comportamento alterando l'abbigliamento, il luogo dove si dorme, l'illuminazione e il livello di rumorosità. Di notte, per esempio, il bambino deve essere in pigiama e allattato da sdraiato in una stanza buia o con poca luce (abbassate le tapparelle prima quando le giornate sono più lunghe). Assicurarsi che il bebè non sia vestito troppo e che la stanza non sia surriscaldata. Uno studio ha rivelato che i bimbi che disturbano i genitori di notte sono molto più vestiti del necessario in camere surriscaldate. Questo suggerisce che una temperatura del corpo sopra la norma può condurre all' insonnia. Durante il giorno, il bambino dovrebbe indossare tutine ed essere allattato su una sedia in una stanza luminosa e non silenziosa. Il comportamento dei genitori è comunque un fattore più importante di quello puramente fisico. Durante il giorno i genitori dovrebbero parlare direttamente al piccolo e giocare con lui. Di notte sarebbe meglio cantare ninne nanne e coccolarlo teneramente invece di guardarlo, di chiaccherarci, o giocarci. (A volte è difficile mantenere questi propositi: Helen infatti sorrise per la prima volta nel mezzo della notte, così svanì la mia determinazione a tenere dei toni bassi.) I libri che riguardano l' essere genitori di notte danno consigli utili per far dormire il bebè, come quello di stabilire e seguire un orario fisso per andare a dormire. L' obiettivo durante il giorno è di stimolare il bambino in modo che sia lui a non voler dormire, piuttosto che provare a forzarlo per farlo stare sveglio. Possono scoraggiare il sonno, oltre il gioco o l'aver l'aria sul viso, anche poppate frequenti e un bagnetto. Tine Thevenin suggerisce nel suo libro "The Family Bed" ("Il lettone di famiglia") che portare molto in giro il bimbo durante il giorno lo stimola e lo tiene sveglio. Questa tattica funziona per alcuni, ma altri invece si addormentano proprio a fare così! (Se è così può servire per farli dormire durante la notte.) I bimbi sono molto diversi fra loro, quindi le strategie vanno adottate a misura per ognuno di essi. Se il bambino è sconvolto proprio dai tentativi di cambiare il suo orario di sonno, bisogna allora rivedere il proprio desiderio di farlo. La maggioranza dei bambini si stabilizza quando arriva ai tre mesi, a dispetto di quello che i genitori fanno o non fanno. La cosa più importante è accettarli per quello che sono. Può aiutare il fatto di ricordare che un gran numero di adulti amano rimanere svegli di notte e restare a dormire di più il giorno dopo: perchè allora i bambini dovrebbero essere diversi?

Bibliografia:

Sears, William, Dott: NIGHTTIME PARENTING; La Leche League International; Franklin Park, IL, USA. Disponibile nella versione Italiana, GENITORI DI GIORNO E ... DI NOTTE; La Leche League Italia, 1993

Thevenin, Tine: The Family Bed: An age-old concept in child rearing (Il lettone di famiglia - un vecchio concetto nell'allevare i figli. 2a edizione. Avery Pubòlishing Group, Wayne, NJ USA 1977.

Wailoo, MP e altri: "Disturbed nights and 3-4 month old infants: The effects of feeding and thermal environment" (Notti agitate e bambini di 3-4-mesi: gli effetti dell'alimentazione e del ambiente termico) Arch Dis Child 1990; 65: 499-501

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 02/01/07 da jlm.
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