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Articoli dalle nostre riviste per genitori

Televisione e la famiglia
(Television and the Family)

di Larry e Susan Kaseman, Wisconsin, USAa
pubblicato originalmente in "New Beginnings", luglio-agosto 1993 e in "Da mamma a mamma" n. 37 autunno 1994

I genitori si domandano che effetto avrà sui propri figli la visione dei programmi televisivi

Al giorno d'oggi, in quasi tutte le case degli Stati Uniti e di molte altre nazioni, si trova un televisore, di solito posto su di un portatelevisore o a volte inserito in un vero e proprio "centro di divertimento". Nel bene e nel male il guardare la televisione è diventato parte della vita quotidiana di molte famiglie.

Al giorno d'oggi la televisione è diversa da quella che era quando la maggior parte di noi era giovane. Io sono cresciuto negli Stati Uniti dove tre canali su cinque interrompevano le trasmissioni alle dieci di sera o, al più tardi, a mezzanotte. Quando la mia famiglia risiedeva all'estero avevamo un unico canale in lingua inglese che trasmetteva dalle 4 del pomeriggio alle 10 di sera per lo più notiziari. La mia famiglia ebbe soltanto un piccolo televisore in bianco e nero fin dopo che ebbi conseguito il diploma di scuola superiore. Il guardare la televisione era limitato da semplici questioni logistiche anche se io e i miei fratelli facevamo del nostro meglio per guardarla il più possibile.

La società A. C. Nielsen informa che un televisore funzionava mediamente per 4 ore e 35 minuti al giorno nel 1950; nel 1987 il totale giornaliero era salito a 7 ore e 30 minuti compreso il tempo d'impiego del videoregistratore. Secondo Ramona Pense, consulente dei mezzi di comunicazione della James Madison University di Harrisonburg in Virginia, l'americano medio guarda la televisione per una media di 1200 ore contro le 200 ore impiegate nel leggere i giornali, 200 ore nella lettura dei periodici e 10 ore impiegate nella lettura di libri. Con così tanto tempo dedicato in così tante case a guardare la televisione, molti genitori si domandano che effetto potrà avere tutto ciò sui propri figli e vogliono sapere come far rendere al meglio questa attività.

ASPETTI POSITIVI

Come strumento educativo la televisione è validissima nel far entrare il mondo intero nei nostri salotti. Possiamo apprendere il comportamento dell'uccello tessitore dell'Africa Orientale osservandolo mentre costruisce il proprio nido complicato. Possiamo assistere di prima mano agli eventi mondiali. I bambini che vivono in piccole comunità omogenee possono apprendere i costumi di persone diverse da loro. Le notizie vengono diffuse immediatamente tramite la televisione. Inoltre, la televisione unisce culturalmente. Dal punto di vista di un bambino ciò può significare qualcosa di semplice come sapere chi è Topolino; dal punto di vista di un adulto ciò può significare il sentirsi collegati con la gente in tutta la propria nazione durante un'elezione o un altro avvenimento di portata nazionale.

La televisione svolge un ruolo importante anche nella scuola. É particolarmente valida nel rendere disponibile l'apprendimento a gruppi di bambini che non rendono bene nelle tradizionali situazioni scolastiche e agli adulti che non sanno leggere, dice Patricia Greenfield, autrice di " La mente ed i mezzi di comunicazione: gli effetti della televisione, dei videogiochi e dei computers". La Greenfield crede che i videogiochi offrano ai bambini la chiave d'ingresso ai microcalcolatori in quanto gli utenti creano stimoli e informazioni; non lo consumano solamente. Ramona Pense sottolinea che tutti questi strumenti svolgono un ruolo educativo importante sempre che non siano usati come "babysitters". Infatti crede che quel che si guarda è meno importante di come lo si usa in seguito e di come se ne parla con i propri bambini.

GLI EFFETTI DELLA TV SUI BAMBINI

L'effetto maggiormente pubblicizzato della televisione sui bambini è un aumento degli istinti aggressivi. In uno studio sull'aggressività e l'osservazione della violenza televisiva, Heusman e Eron comunicano che nel 1982 c'era una media di 5,2 atti di violenza per programma per ora di trasmissione e scoprirono una correlazione positiva tra la visione della violenza e l'aggressività nei bambini. Tutto ciò si dimostrò vero sia per i maschi che per le femmine fino all'età minima presa in considerazione dallo studio, 6 anni. Eron cita un'altra ricerca che presume un effetto negativo da parte della violenza televisiva in bambini a partire dai tre anni.

La televisione tende a desensibilizzarci. Il primo atto violento a cui assistiamo ci colpisce emotivamente molto più che il millesimo. David Elkind, nel suo libro "The Hurried Child" descrive quella che chiama la "pseudo-sofisticazione". Elkind sostiene che la televisione incoraggia i bambini a parlare e ad agire come se fossero molto più anziani e molto più esperti. Nel fare così, comunque, i bambini tendono ad escludere la risposta emotiva che potrebbero avere normalmente nell'assistere alla violenza o al sesso o al crimine in televisione. Elkind ricorda ai genitori che i bambini possono agire, sembrare, comportarsi come degli adulti, ma tuttavia essi sentono e pensano ancora da bambini.

LA TELEVISIONE E LE ABILITA' SOCIALI

La televisione di solito sostituisce il tempo che i bambini altrimenti impiegherebbero a giocare. Questo è vero particolarmente nei bambini in età prescolare secondo Marie Winn, autrice di "La droga elettronica: televisione, bambini e famiglie". La Winn dichiara che i bambini che guardano molta televisione usano molto meno l'immaginazione e la drammatizzazione nei loro giochi. I bambini imparano molte lezioni riguardanti l'interazione sociale corretta mentre giocano e il gioca aiuta i bambini piccoli a formare la propria personalità. I bambini aggressivi imparano a trovare vie meno aggressive per raggiungere i propri scopi e i bambini più tranquilli imparano a farsi meglio valere e meglio difendere.

La Winn discute inoltre gli effetti della televisione sulla vita familiare. Sebbene i tempi che la famiglia dedica ad attività particolari (vacanze, visita allo zoo, picnic, etc.) non siano significativamente diminuiti, il tempo passato insieme nella normale vita di tutti i giorni, è diminuito con l'avvento della televisione (stare seduti insieme a parlare, giocare a giochi di società, persino litigare). Queste attività, sostiene la Winn, costituiscono il tessuto connettivo della vita familiare e sono alla base delle relazioni all'interno della famiglia.

La televisione ha enormi capacità di insegnamento se viene usata correttamente. I programmi educativi possono apportare grandi benefici ai bambini sempre che il tempo complessivo dedicato al vedere la televisione sia limitato secondo Jim Trelease, autore di "The new read-aloud handbook" indipendentemente dal contenuto del programma, il guardare la televisione limita tuttora le opportunità per socializzare ed il tempo disponibile per la lettura.

Trelease vede la televisione come "il diretto contrario della lettura"; essa favorisce la riduzione del periodo di attenzione e non dà tempo ai bambini di elaborare quel che viene visto sia emotivamente che intellettualmente. Trelease evidenzia inoltre che al ritmo frenetico della televisione i bambini non hanno più tempo per porre domande. Si divertono, ma nell'essere così continuamente intrattenuti, cominciano ad aspettarsi lo stesso tipo di intrattenimento quando imparano a scuola e durante altre attività non televisive sia a casa che con gli amici.

SUGGERIMENTI PER COME COMPORTARSI CON LA TV

Ci si può avvicinare in molti modi al problema di stabilire dei limiti nel guardare la televisione. Se i genitori vogliono controllare la televisione piuttosto che essere controllati da questa, come possono cominciare? Come possono i genitori decidere su cosa eliminare e cosa mantenere? Come pongono limiti i genitori?

Probabilmente, per prima cosa, i genitori devono prendere in esame le proprie abitudini televisive prima di cercare di influenzare l'uso della televisione da parte dei propri bambini. Accendete la televisione quando entrate in una stanza? Usate la TV per farvi compagnia? Accendete la televisione per guardare programmi specifici? O passate da un programma all'altro? Quanto sesso e violenza tollerate in televisione e quanta ne tollerate per i vostri bambini?

Ramona Pense crede che l'essere consci dei propri valori personali e di come la televisione entra o meno in conflitto con gli stessi sia una buona partenza per decidere come usare la TV nella propria famiglia. Dice che prima di tutto si devono avere ben presenti i propri valori e quindi insegnarli ai propri bambini. Poi si dovrà dire ai propri bambini come ci si sente nei confronti della televisione e perché. Si può dare per scontato che i bambini sappiano come noi ci sentiamo nei confronti della televisione e che siano d'accordo con noi anche se non ne abbiamo parlato con loro. La Pense è convinta che se trattiamo la televisione come il dolce, allora, come il dolce, diventa la parte preferita della giornata. Siate onesti se vi piace la televisione. Possiede molti punti a proprio favore! Se la possiamo semplicemente demitizzare, possiamo convivere con lei senza capitolare, e le nostre famiglie con noi, nei suoi confronti. Possiamo dare ai nostri bambini l'opportunità di sviluppare i propri controlli interni circa il guardarla. La Pense crede che si possa insegnare ai bambini più grandi ad agire da modello per quelli più piccoli circa il modo appropriato nel guardare la televisione secondo le specificità della propria famiglia e che si possa insegnare anche ai bambini piccoli di spegnere la televisione se c'è qualcosa di troppo pauroso per loro. Il numero del novembre 1991 della rivista "PTA Today" suggerisce i seguenti 5 principi di cultura televisiva che possono aiutare i genitori nel chiarire le proprie sensazioni nei confronti della televisione. I genitori devono insegnare ai propri figli questi punti:

* Le persone sono più intelligenti della televisione (cioè la si può spegnere!)

* Il mondo della televisione non è reale (punto particolarmente importante per i bambini in età prescolare)

* La televisione insegna che alcune persone sono più importanti di altre mediante degli stereotipi (per esempio razzismo, sessismo, etc.)

* La televisione continua a ripetere le stesse cose (come partite, soap operas, etc.)

* C'è qualcuno che vuole sempre far soldi con la televisione.

La televisione può fornire un buon intrattenimento familiare. Noi, come società, sproniamo molto i nostri figli a fare e ad essere in un certo modo. Mentre noi stessi lottiamo con la televisione e mentre ci consideriamo modelli per i nostri bambini, potremmo altresì trarre beneficio nel ricordare che tutti noi abbiamo bisogno di tempo per rilassarci. Abbiamo bisogno di tempo per stare semplicemente con le nostre famiglie, e a volte l'essere abbracciati tutti insieme davanti al televisore con una ciotola di pop-corn può essere un modo meraviglioso di passare il tempo insieme.

Alcune persone hanno scoperto che il porre dei limiti aiuta ad assicurarsi che la televisione non assorba tempo ed energie che sarebbero meglio spesi in altre attività. Quelli che seguono sono esempi di limiti che hanno funzionato per particolari famiglie:

* un numero specifico di ore di televisione alla settimana per ogni bambino. Quando le ore previste sono consumate, basta per il resto della settimana. Aiuta il bambino a pianificare in anticipo quello che vuole vedere. Tenerne registrazione su apposito registro.

* Televisione soltanto in caso di eventi particolari ( per esempio le Olimpiadi, le elezioni, etc.).

* Niente televisione nei giorni e nelle sere di scuola. La televisione si può vedere durante i fine settimana (venerdì sera, sabato, e domenica fino alle 4 del pomeriggio).

* Uso limitato del televisore e del videoregistratore; la televisione viene guardata soltanto alla presenza di un genitore; il videoregistratore viene usato per scopi di puro intrattenimento. (Dopo aver dibattuto animatamente in casa nostra le abitudini nel guardare la televisione per circa sei mesi questa è stata la linea guida sulla quale io e mio marito ci siamo trovati d'accordo).

* La televisione è permessa il pomeriggio dopo la scuola, ma niente televisione dopo le diciotto nei giorni di scuola.

Alcuni suggerimenti che aiutano a "sminuire" l'importanza della televisione:

* Avere soltanto un piccolo televisore in casa

* Tenere il televisore in una stanza separata dalle principali zone di soggiorno

* Parlare di quel che si vede.

Se decidete che i vostri bambini stanno guardando troppa TV e volete aiutarli a cambiare le proprie abitudini, Jim Trelease offre questo consiglio: "Dovete impegnarvi a riempire il vuoto che viene a crearsi, dovete impiegare carta e matite colorate, dovete insegnare loro a giocare a dama, dovete aiutarli. E, cosa più importante, dovete riprendere i libri che avete lasciato da parte".

Abbiamo possibilità di scelta per quanto concerne il guardare la televisione. Come dice E.B. White, la televisione è il "test del mondo moderno". La televisione in se stessa non è né buona né cattiva. É solo un mucchio di circuiti, di valvole, di viti e bulloni collegati ad un cavo elettrico. É il modo in cui usiamo la televisione che crea la differenza nelle nostre vite e in quelle dei nostri bambini. Fintanto che alleviamo in piena coscienza i nostri bambini piuttosto che osservarli semplicemente mentre crescono, molto probabilmente prenderemo delle decisioni valide per le nostre famiglie per quanto concerne la televisione.

- traduzione di Alessandro Colzi

Note bibliografiche:

- Davis, Jay F. Five Principles of savvy television viewing. PTA Today, 1991 (17)2

- Elkind, David. The Hurried Child. New York: Addison Wesley Publishing Company Inc., 1988

Greenfield, P.M. Mind and Media: The Effects of Television, Videogames and Computers. Cambridge, Massachussets, 1984

- Huesman, L.R. and L.D. Eron. "The development of aggression in American children as a consequence of television violence viewing" in Huesman, L.R. and L.D. Eron. (Eds.), Television and the Aggressive Child: A Cross-National Comparison. Hillsdale New Jersey: Lawrence Erlbaum Association, Publishers, 1986.

- Winn, Marie. The Plug-In Drug: Television, Children and the Family. New York, Viking Press, 1985

- Pense, Romona. Intervista personale. Consulente Indipendente sui mezzi di comunicazione associata con il Maes Madison University, Harrisonburg, Virginia; 11 febbraio 1993

Letture suggerite:

- Jurs, Addie. TV: Becoming unglued. Robert Erdman Publishing, 1992

- Lappe, Frances Moore. What to do after you turn off the TV. Ballantine Books, 1985

L'ultimo aggiornamento è stato fatto il 02/01/07 da jlm.
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